25 Nel campo di un nuovo ordinamento fondato sui principi morali,
non vi è posto per la persecuzione della religione e della Chiesa. Da una fede
viva in un Dio personale trascendente si sprigiona una schietta e resistente
vigoria morale che informa tutto il corso della vita; perché la fede non è solo una virtù ma la porta divina per la quale
entrano nel tempio dell'anima tutte le virtù, e si costituisce quel carattere
forte e tenace che non vacilla nei cimenti della ragione e della giustizia. Ciò
vale sempre; ma molto più ha da splendere quando così dall'uomo di Stato, come
dall'ultimo dei cittadini si esige il massimo di coraggio e di
energia morale per ricostruire una nuova Europa e un nuovo mondo sulle
rovine, che il conflitto mondiale con la sua violenza, con l'odio e la
scissione degli animi ha accumulate. Quanto alla questione sociale in
particolare, che al finir della guerra si presenterà più acuta, i Nostri
Predecessori e anche Noi stessi abbiamo segnato norme di soluzione; le quali
però convien considerare che potranno seguirsi nella
loro interezza e dare pieno frutto solo se uomini di Stato e popoli, datori di
lavoro e operai, siano animati dalla fede in un Dio personale, legislatore e
vindice, a cui devono rispondere delle loro azioni. Perché, mentre
l'incredulità, che si accampa contro Dio, ordinatore dell'universo, è la più
pericolosa nemica di un giusto ordine nuovo, ogni uomo, invece, credente in Dio
ne è un potente fautore e paladino. Chi ha fede in
Cristo, nella sua divinità, nella sua legge, nella sua opera di
amore e di fratellanza fra gli uomini, porterà elementi particolarmente
preziosi alla ricostruzione sociale; a maggior ragione, più ve ne porteranno
gli uomini di Stato, se si dimostreranno pronti ad aprire largamente le porte e
spianare il cammino alla Chiesa di Cristo, affinché, libera e senza intralci,
mettendo le sue soprannaturali energie a servigio dell'intesa tra i popoli e
della pace, possa cooperare col suo zelo e col suo amore all'immenso lavoro di
risanare le ferite della guerra.
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