30 Da questa Roma, centro, rocca e maestra del Cristianesimo, città
più per Cristo che per i Cesari eterna nel tempo, Noi, mossi dal desiderio
ardente e vivissimo del bene dei singoli popoli e dell'intera umanità, a tutti
rivolgiamo la Nostra voce, pregando e scongiurando che non tardi il giorno che
in tutti i luoghi, dove oggi l'ostilità contro Dio e Cristo trascina gli uomini
alla rovina temporale ed eterna, prevalgano maggiori conoscenze religiose e
nuovi propositi; il giorno, in cui sulla culla del nuovo ordinamento dei popoli
risplenda la stella di Betlemme, annunziatrice di un
nuovo spirito che muova a cantare con gli angeli: Gloria in excelsis Deo, e a proclamare, come dono alfine largito
dal cielo, a tutte le genti: Pax hominibus bonae voluntatis. Spuntata
l'aurora di quel giorno, con qual gaudio Nazioni e Reggitori, sgombro l'animo
dai timori di insidie e di riprese di conflitti,
trasformeranno le spade, laceratrici d'umani petti,
in aratri, solcanti, al sole della benedizione divina, il fecondo seno della
terra, per strapparle un pane, bagnato sì di sudore, ma non più di sangue e di
lacrime!
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