|
1. Che
dire infine del pretesto addotto dagli esponenti dell'Associazione pseudo-patriottica, quando vorrebbero giustificarsi
invocando la necessità di provvedere alla cura delle anime nelle diocesi prive
della presenza del loro vescovo?
2. È evidente, anzitutto,
che non si provvede ai bisogni spirituali dei fedeli con la violazione delle
leggi della chiesa. In secondo luogo, non si tratta -
come si vorrebbe far credere - di diocesi vacanti, ma spesso di sedi
episcopali, i cui legittimi titolari o sono stati espulsi, o languono in
prigione, oppure sono impediti, in vari modi, di esercitare liberamente la loro
giurisdizione; dove inoltre sono stati ugualmente imprigionati o espulsi o comungue estromessi quegli ecclesiastici che i legittimi
pastori - in conformità con le prescrizioni dei diritto canonico e con speciali
istruzioni ricevute dalla Santa Sede - avevano designato a sostituirli nel
governo diocesano.
3. Ed
è veramente doloroso che, mentre zelanti pastori soffrono tante tribolazioni,
si prenda proprio occasione dai loro dolori per insediare ai loro posti dei
pastori falsi, per sovvertire l'organizzazione gerarchica della chiesa, per
ribellarsi all'autorità del romano pontefice.
4. E si arriva a tal punto
di arroganza da voler imputare uno stato di cose così
lacrimevole e miserando, che è provocato da un preciso disegno dei persecutori
della chiesa, alla stessa sede apostolica; mentre tutti sanno che questa, per
gli ostacoli frapposti alla libera e sicura comunicazione con le diocesi della
Cina, si è trovata e si trova nell'impossibilità di procurarsi - ogni volta che
occorra - le appropriate informazioni che sono indispensabili, per il vostro
paese come per qualunque altro alla scelta di candidati idonei per la dignità
episcopale.
|