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1. Venerabili fratelli e diletti
figli, vi abbiamo manifestato fin qui le Nostre preoccupazioni per gli errori
che si tenta di insinuare in mezzo a voi, e per le divisioni che si creano,
affinché. illuminati e sostenuti dall'insegnamento del
Padre comune, vi possiate conservare intrepidi e incontaminati nelln fede che tutti ci unisce e ci salva.
2. Ma
ora, con tutta l'effusione dell'affetto, vogliamo dirvi quanto Ci sentiamo
vicina a voi. Le vostre sofferenze fisiche e morali, specialmente quelle sopportate dagli eroici testimoni di Cristo - tra cui sono
alcuni venerandi fratelli Nostri nell'episcopato - Noi le portiamo nel cuore e,
giorno per giorno, le offriamo, con le preghiere e le sofferenze di tutta la
chiesa, sull'altare del nostro divin Redentore.
3. State saldi e riponete
la vostra fiducia in lui: «gettando in lui ogni vostra sollecitudine, poiché
egli ha cura di voi!» (1Pt 5,7). Egli vede i vostri
affanni e le vostre pene; egli soprattutto accoglie l'intima sofferenza e le
lacrime segrete che tanti di voi - pastori, sacerdoti, persone religiose e
semplici fedeli - versano al vedere lo scempio che si vorrebbe fare delle
vostre comunità cristiane. Queste lacrime e queste pene, insieme col sangue e
le sofferenze dei martiri di ieri e di oggi, saranno
il pegno prezioso del fiorire della chiesa nella vostra patria, quando grazie
alla potente intercessione della Vergine santa, regina della Cina, giorni più serem torneranno a risplendere sul vostro cielo.
4. In questa fiducia, con
molto affetto nel Signore, a voi e al gregge affidato alle vostre cure, in
auspicio di celesti grazie e a testimonianza della Nostra speciale benevolenza,
impartiamo la benedizione apostolica.
Roma,
presso San Pietro, 29 giugno, nella festa dei santi apostoli Pietro e Paolo,
dell'anno 1958, XX del Nostro pontificato.
PIO PP. XII
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