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Si avanzano guardinghi Amalia
ed Eduardo.
Sono entrambi in rustiche e succinte vesti.
AMALIA
Vieni, Eduardo:
audace qui spinge il
passo mio ìgnota
forza, un Dio, che mi
favella in sen.
EDUARDO
Sai, che il nemico artiglio
sempre a tuo danno è intento
usa miglior consiglio,
pensa a te stessa almen.
AMALIA
Mira quel lago, il colle,
che li sovrasta, il tetto,
che più la cima estolle!
Ai dati segni, a quanto
quel foglio ne additò
qui sparge amaro pianto,
qui Alfredo si celò.
EDUARDO
Di alta saggezza, e calma
fa d'uopo al gran cimento:
l'impeto di quell'alma
esser fatal ne può.
AMALIA
Ah! se all'ardita impresa
mi guida amor di sposa,
sì bell'ardir difesa
nel ciel trovar saprà.
EDUARDO
Guidami tu alla impresa,
anima generosa!
Sì, tanto ardir difesa
nel ciel trovar saprà.
PASTORI e PASTORELLE
(di lontano)
Su presto, alla campagna!
Che il sol già il colle indora,
e dall'amica aurora
speriam sereno il dì.
AMALIA
Ascolta!
EDUARDO
A' lor lavori
ritornano i pastori.
AMALIA
E da quel tetto appunto...
(indicando il tugurio di Guglielmo)
EDUARDO
Calmati ...
AMALIA
Oh! se fra quelli
Alfredo ...
EDUARDO
Ah! se tu l'ami,
s'è ver, che salvo il brami,
taci quel nome...
AMALIA
È vero...
Lo perderei così.
(restano infondo alla scena)
Dalle colline, e dalle capanne in vari gruppi
discendono, ed escono i pastori, e le pastorelle,
allegramente cantando. Guglielmo con Enrichetta, e
Margherita vien fuora dalla sua capanna. Tutti hanno
attrezzi rurali e da lavoro.
ENRICHETTA, MARGHERITA e CORO
Riedi, o Febo! a' tuoi splendori
brilla il ciel, ridente è il mondo,
e la terra i suoi tesori
apre al braccio del pastor.
GUGLIELMO
A versar nuovi sudori òr
v'invita il suo favor.
Nell'incamminarsi al lavoro veggono Amalia ed
Eduardo, ed alquanto turbati e sospettosi loro si
avvicinano e li circondano.
CORO
Ma qual gente?
GUGLIELMO
Chi voi siete?
PASTORI
Favellate...
PASTORELLE
Che bramate?
GUGLIELMO e PASTORI
Mentre un barbaro nemico
su di noi rapido piomba....
ENRICHETTA, MARGHERITA e PASTORELLE
Dove stride orrenda tromba,
che gelar fa l'alma in petto...
TUTTI
Sa destar straniero aspetto
sospettoso, e rio pensier.
AMALIA
Non temete, o buoni amici...
Siam due miseri infelici...
EDUARDO
E smarrito il tortuoso,
e difficile sentier...
AMALIA e EDUARDO
Or da voi tetto, e riposo
Noi speriamo di ottener.
ENRICHETTA, MARGHERITA e CORO
(Son due miseri infelici,
che smarrito hanno il sentier?)
(fra loro commossi)
GUGLIELMO
Dar ricetto agl'infelici è
ospital, sacro dover.
AMALIA e EDUARDO
(Dolci idee confortatrici!
Voi destate il mio piacer.)
Il suono di lontana marcia mette tutti in costernazione.
Veggonsi sfilare sulle colline molte truppe danesi.
CORO, GUGLIELMO, MARGHERITA ed ENRICHETTA
Ma quale ascoltasi
marzial concento?
Danesi! Ah! perfidi!
AMALIA ed EDUARDO
(Oh, qual momento!)
GLI ALTRI
Come attraversano
veloci il monte!
EDUARDO e AMALIA
(Mi si sollevano
le chiome in fronte!)
GLI ALTRI
Lasciam che passino...
Piano! Si taccia!
Di guerra il turbine
Fiero minaccia
la nostra amabile
tranquillità.
EDUARDO e AMALIA
(A quel terribile
suono funesto
mi agghiaccio, palpito,
fremo, mi arresto...
Incerta l'anima
che far non sa!)
GUGLIELMO
Sventurata Brittannia! Oh, qual ti preme
giogo servile! Ah! quell'eroe, che solo
del danese potea domar l'orgoglio,
or ti lascia indifesa, e al tuo cordoglio!
AMALIA
(Amica gente ne circonda:
oh, quanto ne arride fausto il ciel!)
EDUARDO
Pastor pietoso,
se il mio pregar molesto
non ti scese nel cor, breve riposo
al lasso piè concedi.
GUGLIELMO
Offre il mio tetto
asilo alla virtù, che langue oppressa,
e sarà vostro scampo. Un'infelice,
che reclamò la mia pietà, vi accolsi
or son sei lune, e rispettar vi piaccia
il suo cupo dolor.
AMALIA
(Stelle!)
GUGLIELMO
Al mio albergo
tu li guida, Enrichetta.
ENRICHETTA
Oh, quanto grato
mi è tale incarco!
AMALIA
Ah, forse, amico, un giorno
da questa man degna mercede avrai...
EDUARDO
(Frenati per pietà! Tremar mi fai!)
Ascendono la collina, scortati da Enrichetta e sue
compagne.
GUGLIELMO
Amici, alla campagna.
MARGHERITA
Oh, quanto lieto
or sei Guglielmo!
GUGLIELMO
Allora son pago di me stesso
quando giovar chi geme è a me permesso.
Si spargono tutti per varie strade.
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