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Andrea Leone Tottola
Alfredo il Grande

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Amalia, Eduardo ed Alfredo in osservazione
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Scena quinta. Amalia, Eduardo ed Alfredo in osservazione

 

ALFREDO
Veggo due stranieri!
Oh, qual nuovo cimento!

AMALIA
Ah sì, Eduardo,
in quel pastor si asconde
lo sposo mio: mel dice
lieto presentimento.

ALFREDO
(Oh ciel! qual voce!)

EDUARDO
Ebben dov'ei si cela
arditi penetriam...

Nell'avviarsi verso Alfredo, costui li riconosce e corre
ad abbracciarli.

ALFREDO
Eduardo! Ah, sposa!

AMALIA
Ah! non m'inganno!

EDUARDO
Ah sì... pur ti rivedo!

AMALIA
Grazie pietoso Nume!

ALFREDO
Amalia!

AMALIA
Alfredo!
(abbracciandosi col massimo trasporto)
Sposo!... E fia ver?... Qual gioia!
Tronca il piacer gli accenti...
Co' palpiti frequenti
ah! mel predisse il cor!

EDUARDO
Ah! se a' tuoi piedi, o grande!
Prostrarmi alfin mi è dato,
tutto perdono al fato
il barbaro rigor.

ALFREDO
Chi mai sperar potea
amabili ritorte?
Ah! Presso a voi la morte
più non mi desta orror.

EDUARDO
Vivi a te stesso, o sire!

AMALIA
Alla tua gloria, a noi.

EDUARDO
Spento non è l'ardire,
l'amor ne' fidi tuoi.

AMALIA
E serban per salvarti
sangue a versar ancor.

ALFREDO
Ah! l'alma mia, che geme...

AMALIA
Avrà la calma, o sposo.

EDUARDO e AMALIA
Spera dal ciel pietoso
un raggio di favor.

EDUARDO, AMALIA e ALFREDO
Oh, bella Speranza!
In (me/lui) già rinasci:
la spenta costanza
tu avvisi, tu pasci:
di dolce diletto
tu colmi (il mio/quel) petto:
le acerbe (mie/sue) pene
tu scendi a temprar.

EDUARDO
Già pronte a cenni tuoi
son le raccolte schiere,
che dall'ostil potere
io seppi preservar.

AMALIA
A fulminar l'orgoglio
Di chi ti usurpa il soglio,
il loro ardor ti chiama,
t'invita a trionfar.

ALFREDO
Impeti bellicosi! Se vi
repressi a stento,
or tutti in me vi sento
fervidi ridestar!

EDUARDO, AMALIA e ALFREDO
Oh, caro momento
di gloria, e di onor!
In petto ti sento!
Tu infiammi il mio cor!
In campo si vada...
La vindice spada
tremenda discenda
sull'empio oppressor!

ALFREDO
A qual Nume degg'io
il rivederti?

AMALIA
Il tuo scudier, che, fido,
mai ti lasciò nel tuo cammin, deluse
l'argo nemico, e sotto ignote forme
appressandosi a me, recommi il foglio
vergato di tua mano.

ALFREDO
Allor, che accolto
fui da Guglielmo, a te il diressi.

AMALIA
E 'l cielo
secondò la tua speme.

EDUARDO
Ah! non è questa
del suo favor la sola pruova. Intrepido
l'inespugnabil forte
di Sommerset difende il buon brittanno,
che vi è rinchiuso.

AMALIA
Invano
si affretta a soggiogarlo il fier danese,
che forza a forza addoppia.

EDUARDO
Asconde i tuoi
prodi Brittanni la vicina selva:
vieni, si cinga il rio nemico. Un colpo
improvviso così lo sbalordisca,
e sorpreso egli cada
vinto dal sol balen della tua spada.

ALFREDO
Ed a quante in un punto
speranze si abbandona il
già oppresso mio cor!

AMALIA
Vien gente: andiamo...
In quel lato mi segui.

EDUARDO
Ah se per poco
si ecclissò la tua gloria,
riviver la farà chiara vittoria.

Entrano dov'erasi ritirato Alfredo.




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