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Dal folto della selva s'inoltra
Atkins, seguito da pochi
danesi. Indi Amalia ed Enrichetta dal lato opposto.
ATKINS
Ti basta o fato iniquo? Ah! tu in un punto
cangi delle armi nostre
in perdite i trionfi, e dalle stelle
agli abissi ne traggi! E chi potea
preveder del brittanno,
avvilito, e conquiso,
il disperato ardir, l'urto improvviso?
Ah cadde il gran vessillo,
il temuto dagli Angli
formidabile Re-afan
in man dell'oste, e pe' danesi è questo
dello sdegno divin segno funesto!
Ma che miro! M'inganno! E la regina
colei, che qui s'inoltra? In mio potere
cada la incauta, e serva
di ostaggio, o di vendetta all'ira mia.
Ti appresto, Alfredo! il più crudel martoro,
e cangerò in cipresso il verde alloro.
(si cela co'suoi nel folto della selva)
AMALIA
Tu mi resisti invano,
diletta amica: i palpiti di morte
lungi dal mio consorte
tollerar non poss'io...
ENRICHETTA
Ma del tuo sposo
mal servi al cenno, ed al più fier periglio
te stessa esponi... Ah! cangia omai consiglio!
AMALIA
Anzi a volar fra l'armi,
dell'amato campione a seguir le orme,
a sviar pronta un colpo ostile, intento
a troncar la sua vita,
dover di sposa, ardente amor m'invita.
(nell'avviarsi è sorpresa da Atkins,
che le chiude il cammino)
ATKINS
Ti arresta, Amalia!
ENRICHETTA
Oh, stelle!
AMALIA
Vile aggressor! Che brami?
ATKINS
A te non giova
l'intempestivo ardir: mia preda or sei,
e più non fuggirai da' lacci miei.
Amalia impugna uno stilo, ed intrepida dice ad Atkins
AMALIA
Traditor! Di un ferro ancora...
mira! il ciel mi arma la mano,
per sottrarmi a un mostro insano,
per morir degna di me!
ENRICHETTA
Ma chi, o perfido! Ti apprese
a infierir sul debil sesso?
Luminose, e chiare imprese,
degne sol di un vil!... di te!
ATKINS
Meno audacia, e più consiglio...
Siegui, o donna, i passi miei...
Nell'aguato alfin tu sei,
scampo alcun per te non v'è.
AMALIA ed ENRICHETTA
Stelle avverse! A nostro danno
tanto barbare perché?
ATKINS
(Sarà colta dell'inganno
questa volta la mercé!)
Cedi alle tue ritorte.
AMALIA
Saprò morir da forte.
ENRICHETTA
Fermati! Oh, qual momento!
ATKINS
Lo sdegno, che in me sento
Frenarsi più non sa!
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