Scena sesta. Eduardo,
Alfredo, Guglielmo, Atkins, Amalia, Enrichetta
Eduardo, ché spiccato da Alfredo
alla custodia di
Amalia con forte drappello, e Guglielmo, che lo segue,
mentre attraversano la selva, veggono Atkins,
i suoi pochi Danesi e le sue donne. Allora si scagliano
su di questi, che, vinti dal numero, fuggono.
GUGLIELMO
Che miro! Oh, tradimento!
EDUARDO
Spietato cor! Ti arresta!
ATKINS
Ah! qual sorpresa è questa!
Oh, mia fatalità!
AMALIA ed ENRICHETTA
Quale impensata è questa
gioia, ch'egual non ha!
Alla inattesa aita
crede quest'alma appena,
che misera, e smarrita
mi palpitava in sen!
EDUARDO e GUGLIELMO
Alla felice aita
tu mi guidasti, o Nume!
Fu di un tuo raggio il lume,
che balenò nel sen!
ATKINS
(Alla mia frode ordita
sembrò fortuna amica,
ma l'importuna aita
mi sbalordisce appien!)
EDUARDO
Se al generoso Alfredo
mal rispondesti, ingrato
or dall'estremo fato
chi mai ti salverà?
AMALIA
Si serbi alla sua pena.
EDUARDO
Sia di catene avvinto.
ENRICHETTA e GUGLIELMO
Da' suoi rimorsi cinto
l'empio che far non sa!
ATKINS
Ma il mio coraggio estinto,
no, Alfredo non vedrà.
EDUARDO, AMALIA, GUGLIELMO ed ENRICHETTA
Sommerso ne' flutti di un mar tempestoso,
dal vortice oppresso di un vento impetuoso,
fra i lampi perplesso del ciel procelloso
il povero core languiva nel seno,
fra tema, e dolore vicino a mancar.
Ma sorse improvvisa benefica stella,
che tanta procella già seppe calmar.
ATKINS
Sommerso ne' flutti di un mar tempestoso,
dal vortice oppresso di un vento impetuoso,
fra i lampi perplesso del ciel procelloso,
fremente il mio core già sento nel seno
da tema, e furore vicino a mancar!
Ah! Sorse improvvisa malefica stella,
che fiera procella per me va a destar!
È incatenato e condotto altrove fra i soldati.
Gli altri viano.
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