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ELVIDA
A che mi vuoi? Che brami?
Che da sperar t'avanza?
D'Elvida la costanza
sempre maggior sarà.
AMUR
Frena l'ardire insano.
Pensa...
ELVIDA
Minacci invano.
ZEIDAR
E non ti placherai?
ELVIDA
Non lo sperar giammai;
non so che sia viltà.
CORO
(Alma di lei più altera, più
fiera non si dà.)
AMUR, ZEIDAR e CORO
(L'amor, l'ira, il dispetto
combattono in quel core,
che freno più non ha.)
ELVIDA
(Le smanie io sento in petto
del più tenace affetto:
ah! mi tormenta amore,
quanto tremar mi fa!)
(ad Amur)
Ebben?
AMUR
Elvida, ascolta,
e per l'ultima volta. Il figlio t'ama;
per sua sposa ti brama.
A lui porgi la destra, e me qual padre
tenero avrai.
ELVIDA
Mio padre era Gonzalvo:
perì per le vostr'armi!...
Fia vendicato.
AMUR
Forse
più che il padre, l'amante...
ELVIDA
Sì, l'adoro
quanto abborrisco te…
AMUR
Perfida! stanco
son io de' tuoi disprezzi.
(alle guardie)
Pel sotterraneo varco
si guidi al carcer tetro, e, fra ritorte,
attenda pur costei...
ELVIDA
Lo so, la morte.