Giovanni Schmidt
Elvida
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ATTO UNICO

Scena dodicesima. Alfonso, Amur, Zeidar, Elvida

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Scena dodicesima. Alfonso, Amur, Zeidar, Elvida

 

Alfonso, preceduto e seguito da' soldati con spada
nuda, e recando molte faci. I precedenti.

AMUR
Stelle! ... che veggio!

ZEIDAR
Sogno! ... vaneggio!

AMUR e ZEIDAR
Oh, inaspettato,
tremendo fato!

ELVIDA
(nel riconoscere le armi spagnuole)
Pietoso ciel!

ALFONSO
Qual tetro speco!

ELVIDA
Oh voce! oh sorte!

AMUR e ZEIDAR
Barbara sorte'

ALFONSO
Antro di morte!

AMUR e ZEIDAR
Sorte infedel!

ELVIDA
Mio ben! son teco...

ALFONSO
Elvida mia!

Mentre Alfonso corre a lei, Amur la prende per un
braccio, e la tira in disparte.

ELVIDA
Sei tu!

ALFONSO
Sì...

AMUR
Pria per questa mano...
(impugnando uno stilo)

ZEIDAR
Ferma!

ALFONSO
Inumano!

ALFONSO, AMUR, ZEIDAR e ELVIDA
(Destin crudel!)

ALFONSO
Deh! ti placa... Amur, mi rendi
l'idol mio che tanto adoro;
deh! mi rendi il mio tesoro;
pace... tutto avrai da me.

AMUR
Stolto amante, invan pretendi
ch'Amur ceda a' tuoi desiri,
benché oppresso tu lo miri,
sempre fia maggior di te.

ZEIDAR e ELVIDA
(Tremo... palpito... all'affanno.
Non resisto... Fier momento!
Far a brani il cor mi sento...
Pena eguale, oh Dio, non v'è!)

ALFONSO
(minaccioso)
E persisti ancora? Cedi.

AMUR
NoTu a morte mi precedi.
(in atto d'uccidere Elvida, Zeidar trattiene il
colpo)

ALFONSO, ELVIDA e ZEIDAR
Giusto ciel!

ALFONSO e ZEIDAR
T'arresta! ...

AMUR e ZEIDAR
Indegno!

ZEIDAR
Ecco il petto: in me lo
sdegno, padre, tutto puoi sfogar.

S'inginocchia ad Amur, e questi, mentre lo respinge,
vien circondato dalle guardie.

AMUR
(al figlio)
Va', ti togli al mio cospetto;
nato sei per mio rossore.
(ad Alfonso)
Vil nemico, il tuo furore
non può l'alma in me cangiar.

ALFONSO e ELVIDA
L'empio cor che chiudi in petto
a chi mai non desta orrore!
Trema iniquo, traditore,
dovrà il fulmine piombar.

ZEIDAR
(D'atra stella trist'oggetto
fosti, o misero mio core!
Morte sol da un rio dolore
può quest'anima involar.)


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