Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giacomo Ferretti
Olivo e Pasquale

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO PRIMO
    • Scena seconda. Matilde, Camillo, indi Isabella dal suo appartamento
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Scena seconda. Matilde, Camillo, indi Isabella dal suo appartamento

 

MATILDE
Che bel temperamento.

CAMILLO
Morir... morir mi sento.
< Monsieur Le Bross... >

MATILDE
È in mare e una procella
vi potrebbe servir.
(guardando, ed alzandosi)

CAMILLO
Ecco Isabella.
Come palpita il cuor.

MATILDE
Non fate scene,
mio signor Caloandro.

CAMILLO
Ove e il piè.

ISABELLA
Camillo mio!
Metà di questo cuor! Di te sognando,
te solo sospirando io mi destai.
Io non amo che te, crudel! Lo sai,
e dubiti, e sospetti?

MATILDE
Rispondete
brava, signora! Ancora voi piangete!



ISABELLA
Come vuoi che freni il pianto
mentre piange il caro bene,
se sognando le sue pene
palpitando il cuor mi va?
Ma ti calma, o mio tesoro:
tu di me sospetti invano.
Questo cuore, questa mano
chi non amo, non avrà.
Quando Isabella detto ha di sì
delitto è il piangere sarà così.
Se la mia stella si cangia un ,
forse... chi sa?
vedrò sorridere felicità.
E in invidiabile nodo gradito,
fra care imagini da sé rapito,
le lunghe e barbare smanie d'amore
per gioco il cuore rammenterà.

MATILDE
Dunque, speriamo; forse
la sorte cangerà, signori miei,
non è cascato il mondo.
C'è Matilde per voi. Chi in me non spera
non mi conosce appien. Son cameriera.

CAMILLO
Ma se arriva lo sposo?

MATILDE
Ci son io.

ISABELLA
Il papà fa paura al sol vederlo.

MATILDE
E voi non lo guardate.

ISABELLA
Lo zio non serve a nulla.

MATILDE
Voi sbagliate.
In questo caso a noi fa più vantaggio
un scioccon come lui, che un furbo e un saggio.

ISABELLA
Il tempo stringe.

MATILDE
Stringa
ad esser cauti impegna,
e la necessità gran cose insegna.

ISABELLA
Tu dici ben, mia cara; ma non posso
comandare al cuor mio;
io non fo che tremare.

CAMILLO
E tremo anch'io.

MATILDE
Sì: da bravi! Tremate.
Col tremar che si fa? Rabbia mi fate.

ISABELLA e CAMILLO
Non sa che sia dolor
chi non provò finor
quello ch'io sento
Vivere nel martir,
frenare anche il sospir,
questo è tormento!

MATILDE
Lasciamo tante smorfie:
Pasquale si avvicina.
(a Camillo)
Tornate a fare i conti.
(a Isabella)
Sedete, signorina.

ISABELLA e CAMILLO
Caro/Cara

MATILDE
Ma presto.

ISABELLA e CAMILLO
Oh, pena!

MATILDE
Ci vuole un po' di scena.
Animo, gli occhi bassi.
Modestia e serietà.

CAMILLO e ISABELLA
O fato spietato! Terribili istanti!
Vedere, tacere, mio bene, dovrò.
Co' i sguardi tremanti
co' i balzi del cuore,
che smanio d'amore
che peno dirò.
Mia sempre sarai:
tuo sempre sarò.

MATILDE
M'avete annoiato:
non servono i pianti.
Sedete, tacete,
o adesso men vo.
Lo zio viene avanti
se scopre l'amore
la flemma in furore
cangiata vedrò.
Or fioccano i guai;
sedete, o men vo.
(prende la calza, da ad Isabella da cucire, va, e torna
alla porta comune ed obbliga Camillo ed Isabella a
sedere)




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License