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Sull'innanzi portico con colonne ad uso di caffè;
in fondo porto di mare. Arriva un bastimento,
ne sbarcano i Marinari, che vengono a bere il rum nel
caffè; indi scende Monsieur Le Bross
da viaggio. Poi
Columella s'avanza, parla con i marinari, che gli
accennano Monsieur e parte allegro.
CORO DI MARINARI
Dopo l'orrendo torbido nembo
che sì tremendo ne minacciò.
(si veggono de' facchini
trasportare dei bauli e
valigie dalla nave)
Ai flutti in grembo volò la nave
aura soave, per voi spirò.
Ed ora in porto in compagnia
fra i lieti brindisi, fra l'allegria,
(bevendo; indi tornando sulla nave)
ogni tiranno sofferto affanno
in preda al vento s'ha da mandar;
che bella vita ch'è il marinare!
No, più gradita, non si può dar.
BROSS
Grazie, clementi Dei! Dolce è a quest'alma
dopo tante tempeste e tante pene
toccar le amiche arene;
qui nel sen della calma
alfine a respirar. T'aspetta amore,
t'invita l'amistà, povero cuore.
Parea, che irato il vento
sull'elemento infido
dal sospirato lido
mi respingesse ognor;
ma alfin calmato il nembo,
volo felice appieno
dell'amistade in grembo,
in seno dell'amor.
Monsieur Le Bross? Che cosa
fai?
Moglie per lettera tu prenderai
senza conoscere se t'ama o no?
Questi spropositi io non li fo.
Io son filosofo, son uom di mondo:
io con le femmine non mi confondo:
a un colpo d'occhio capir saprò
e forse solo ripartirò.
Io voglio un cuore caldo d'amore,
voglio una femina bella e sincera.
Se bella e fida la troverò,
contento appieno allor sarò.
Dal mio signor Olivo, inaspettato
giungerò, osserverò. Gatta nel sacco
non son uso a comprar.
Caffè. Sospetta
(gli recano il caffè, che beve a sorsi. Parlando
fra se)
m'è la gran dote, ed io
non isposo
i danari.
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