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PASQUALE
Mobili di mio nonno:
guarda, mio caro amico.
Noi siam di taglio antico:
seguir la moda... Oibò
Ma in tanti bei dobloni
la dote conterai
Un pacco di rusponi
da me in regalo avrai.
E morto me; ... ma questo
più tardi che si può...
Tu già capisci il resto:
mezzo million ce l'ho.
BROSS
(Ohimè! da quel che vedo,
se il calcolo non sbaglia,
credo che un'anticaglia
la sposa ancor sarà.)
Parente mio garbato,
l'oro lo stimo un nulla.
Non sono interessato.
Ho chiesto la fanciulla.
Capite ben... se è matta
l'oro non servirà.
Se è gobba, o contrafatta,
caro, per me non fa.
PASQUALE
Signor! lei come parla!
È dritta come un fuso.
È savia, e circa il muso,
figuri... veder me.
BROSS
Parente mio, scherzavo,
parlando della sposa.
(Sarà qualche noiosa
più amara del caffè.)
PASQUALE
Allor che la vedrai ...
BROSS
Allor che la vedrò ...
PASQUALE
Di stucco resterai ...
BROSS
Di stucco resterò.
PASQUALE
Io sono sano, e libero.
BROSS
Chi mai ve lo contrasta?
PASQUALE
È mia nepote, e basta.
BROSS
Non v'è difficoltà.
PASQUALE
È ver che ho sessant'anni;
ma non ho già malanni:
Pasquale, il suo fandango,
se vuole, ballerà.
(ballando, e traballando)
BROSS
(Fra i matti capitato
il mio cervello è andato.)
Per carità si fermi!
Badi che cascherà.
(sostenendolo, perché non cada)
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