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Giacomo Ferretti
Olivo e Pasquale

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  • ATTO PRIMO
    • Scena decima ed ultima. Diego dalla porta di mezzo e detti
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Scena decima ed ultima. Diego dalla porta di mezzo e detti

 

DIEGO
Quando vogliono: è già in tavola.

PASQUALE
Bravo, Diego! Pranzeremo
qualche brindisi faremo:
dopo poi si parlerà.

TUTTI meno PASQUALE
Una folla di pensieri
mi bisbiglia nella testa.
Come il flutto che in tempesta
mormorando, soffia il vento,
lento lento increspa l'onda,
poi l'incalza sulla sponda,
e travolte, raggirate,
sottosopra rovesciate
fa le navi naufragar,
Ah! scintilli un raggio amico,
spiri un zefiro sereno,
e quest'alma torni almeno
un momento a respirar.

PASQUALE
(ad Isabella)
Come va? Ti senti meglio?
Manco male: non fu nulla.
(a, Monsieur Le Bross)
Fu sorpresa la fanciulla.
(ad Olivo)
Ma non farla spaventar.
(a Diego)
Che vi sia dello sciampagna
ch'elettrizza e vigore.
(a Camillo)
Ma tu cangi di colore?
(a Columella)
Tu stai male? Poverino!
V'è un ragù con un budino;
che polpette, che salsette!
Columella! Che mangiar!
Ma qui stanno con la mutria.
(da sé guardando tutti)
Stralunati voltan gli occhi
sciocchi sciocchi, sciocchi, sciocchi!
Vanno ai pazzi a galoppar.




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