Scena quinta. Olivo e Columella
OLIVO
(Che vuol questo balordo?)
COLUMELLA
Ossequiosissimo.
OLIVO
Padron riveritissimo...
COLUMELLA
Vorrei...
OLIVO
Danari a forastieri non ne
presto.
COLUMELLA
Danari? Ne ho diluvio...
OLIVO
Dunque, presto;
perché aspetto il notaro
per concludere le nozze di mia figlia...
COLUMELLA
Appunto, appunto, appunto. Non s'affretti,
che forse la precipita.
OLIVO
Che dice?
COLUMELLA
Figuriam, per ipotesi,
che la vaga Isabella
incontrata si fosse in una faccia
di quelle... mi capisce? In certi meriti
grandi, straordinari,
un onesto amore
lecito è sempre.
Caso non impossibile... m'intende?
Che fosse innamorata?... Dica lei
che pensarebbe far?
OLIVO
Che pensarei?
Ipotetico è il caso?
COLUMELLA
Già.
OLIVO
Reale
il caso non è in nulla?...
COLUMELLA
Affatto, affatto.
OLIVO
Oda cosa farei nel caso astratto.
Se il destino avesse scritto
un sì strano avvenimento,
in ritiro sul momento
fo la Figlia galoppar;
e lo stupido insensato
seduttore scellerato
da un balcone a tombolone
trabalzando io fo saltar.
COLUMELLA
Questa è un'ipotesi.
OLIVO
Già... già... l'intendo
COLUMELLA
Non è un'istoria.
OLIVO
Già, già comprendo.
Se ad un'ipotesi io monto in furia,
nel caso istorico che mai sarà?
(L'ho spaventato, l'ho sbalordito;
s'è ammutolito: fiatar non sa.
Ah! che un profondo nero sospetto
da capo a fondo tremar mi fa!)
COLUMELLA
Un fedelissimo servo umilissimo,
obbligatissimo lei vede qua.
(parte Olivo)
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