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20. Occorre tuttavia che
questa celebrazione centenaria non solo riaccenda negli animi di tutti la fede cattolica e la devozione ardente verso la
santa Vergine, ma sia altresì di stimolo per conformare, il più possibile, i
costumi dei cristiani sull'esempio della vergine Maria.
Come tutte le madri provano soavissimi sentimenti quando scorgono che il volto
dei propri figli riproduce per qualche particolare somiglianza le loro
fattezze, così Maria, Madre nostra dolcissima, non
può avere maggiore desiderio né più grande gioia nel
veder riprodotti nei pensieri nelle parole e nelle azioni di coloro che ella
accolse come figli sotto la croce del suo Unigenito, i lineamenti e le virtù
della sua anima.
21. Ma
perché la pietà non rimanga vuota parola, né diventi immagine fallace della
religione, né sentimento debole e caduco di un istante, ma sia sincera, vera,
efficace, essa deve indubbiamente sospingere noi tutti, secondo la condizione
di ciascuno, al raggiungimento della virtù. È necessario anzitutto che essa
sproni noi tutti a quell'innocenza e integrità di
costumi, che rifugge e aborre anche dalla più piccola macchia di peccato:
poiché commemoriamo il mistero della santissima Vergine, la cui concezione fu
immacolata e immune da qualsiasi colpa originale.
22. La beatissima vergine Maria, la quale nell'intero corso della sua vita - sia nel
gaudio da cui fu soavemente inondata, sia nella tribolazione e negli atroci
dolori, per cui primeggia Regina dei martiri - mai si
allontanò, neppure minimamente, dai precetti e dagli esempi del suo divin Figliuolo, Ci sembra che ripeta a tutti e a ciascuno
di noi quelle parole che pronunciò durante le nozze di Cana,
quasi additando Gesù Cristo ai servi del convito:
«Fate tutto quello che egli vi dirà» (Gv 2,5). Sembra
che a noi tutti oggi ella ripeta quella stessa
esortazione, in un senso ancora più vasto, poiché è di assoluta evidenza che la
radice di tutti i mali da cui sono con tanta veemenza e asprezza tribolati gli
uomini, angustiati i popoli e le nazioni, hanno principalmente origine dal
fatto che molti «abbandonate le sorgenti di acqua viva, si sono scavate
cisterne sconnesse, che non possono contenere le acque» (Ger
2,13) e hanno disertato da Colui che solo è «via, verità e vita» (Gv 14,6). Se dunque si è errato, bisogna ritornare sulla
diritta via; se le tenebre dell'errore hanno avvolto le menti, senza indugio
devono essere dissipate dalla luce della verità; se quella morte, che è la vera
morte, si è impadronita degli animi, bisognerà con vivo efficace desiderio
accostarsi alla vita: a quella celeste vita, che non conosce tramonto perché ha
origine da Cristo Gesù; se con animo fiducioso e fedele
lo seguiremo in questa terra di esilio, certamente,
insieme con lui godremo nei cieli la beatitudine eterna.
23. Questo ci
insegna e a queste cose ci esorta la beata vergine Maria,
madre nostra dolcissima, la quale ci ama di autentico amore, certamente più di
tutte le madri terrene. Come ben sapete, venerabili fratelli, di queste
esortazioni e inviti a un ritorno a Cristo e a una
diligente ed efficace conformità ai suoi insegnamenti hanno gran bisogno gli
uomini d'oggi, in un momento in cui tanti si sforzano di svellere radicalmente
dagli animi la fede di Cristo, o con mascherate e astute insidie, o anche con
una propaganda e un'esaltazione aperta e ostinata dei loro errori da essi
propalati così impudentemente, come se fossero gloria del progresso e dello
splendore di questo secolo. Ma rigettata la nostra santa religione, negati i
divini voleri che sanciscono il bene e il male, appare evidente che quasi a
nulla giovano le leggi e quasi a nulla è ridotta la pubblica autorità; si ha di
conseguenza che gli uomini, perduta con queste dottrine fallaci la speranza e
l'attesa dei beni immortali, è naturale che cerchino
smodatamente i beni terreni, avidamente desiderino quelli altrui e talora,
quando l'occasione e la possibilità si offrono loro, se ne impadroniscano anche
con la violenza. Di qui prorompono gli odi, le
invidie, le rivalità e le discordie tra cittadini; di qui nasce la
perturbazione della vita pubblica e privata, e gradatamente si scalzano quelle
fondamenta dello stato che mal potrebbero essere sostenute e rafforzate
dall'autorità delle leggi civili e dei governanti; di qui infine la diffusa
decadenza dei costumi a motivo dei licenziosi spettacoli, dei libri, dei
giornali e di tanti delitti.
24. Non neghiamo che in questo
campo l'autorità dello stato possa far molto; tuttavia il risanamento di tante
sciagure è da ricercarsi in rimedi più profondi. È necessario chiamare in aiuto
una forza maggiore di quella umana, che penetri negli
animi e li rinnovi con la divina grazia rendendoli col suo ausilio migliori.
25. Solamente allora sarà
lecito sperare che torni a fiorire ovunque la vita cristiana; che i veri
principi sui quali si fonda la società si consolidino il più possibile; che
intervenga in mezzo alle varie classi sociali una mutua, retta e sincera
esumazione delle cose, unita con la giustizia e la carità, e che una buona
volta tacciano gli odi, le cui faville dànno esca a nuove miserie e molto spesso spingono gli
animi esacerbati al versamento di sangue; che, infine, attenuati e placati i
contrasti che si agitano tra le classi alte e basse della società, con
imparzialità si compongano e armonicamente coesistano i giusti diritti di ambo
le parti, con il vicendevole consenso e il dovuto rispetto, per il comune
vantaggio.
26. Ciò senza dubbio soltanto
è reso possibile a fondo e con saldezza dagli insegnamenti della morale
cristiana - purché realmente messi in pratica - alla cui attiva e fruttuosa
osservanza ci sprona tutti la Vergine Madre. Tenendo
nella dovuta considerazione queste cose, venerabili fratelli, invitiamo voi
tutti e singoli con la presente lettera enciclica a fare in modo che secondo il
vostro ufficio rivolgiate al clero e al popolo a voi affidato un'esortazione
per la celebrazione dell'anno mariano che indiciamo ovunque, dal prossimo mese
di dicembre sino allo stesso mese dell'anno seguente, nel compiersi cioè del primo centenario da quando la Vergine Madre di Dio
rifulse di una nuova gemma, tra il plauso del popolo cristiano, allorché, come
dicemmo, il Nostro predecessore di i.m. Pio IX
decretò e sancì solennemente la sua immacolata concezione. Confidiamo
pienamente che questa celebrazione mariana possa dare quei frutti desideratissimi e salutari che tutti vivamente aspettiamo.
27. Per raggiungere più
facilmente e più efficacemente lo scopo, desideriamo che in ciascuna diocesi
siano tenuti al riguardo opportuni discorsi e conferenze, per maggiormente chiarire
alle menti questo punto della dottrina cristiana: di modo che la fede del
popolo si accresca, arda ogni giorno più la devozione verso la santa Vergine e
tutti seguano con operoso volere le vestigia della nostra madre celeste.
28. E poiché in tutte le
città, paesi e villaggi, ovunque fiorisce il cristianesimo, vi è sempre una
qualche cappella, o altare almeno, dove rifulge l'immagine della beata vergine Maria esposta alla venerazione del popolo cristiano, Noi
desideriamo, venerabili fratelli, che i fedeli vi si rechino
con la maggior frequenza possibile e innalzino, con un sol cuore e una sola
voce, pubbliche preghiere alla soavissima madre nostra.
29. Dove
poi vi è un tempio in cui la Vergine è maggiormente venerata - il che avviene
in quasi tutte le diocesi - in determinati giorni dell'anno vi concorrano pie
moltitudini di pellegrini con solenni manifestazioni pubbliche della comune
fede e del comune amore verso la Vergine santissima. Ciò senza dubbio si farà
soprattutto alla grotta di Lourdes, dove la Vergine immacolata è venerata con
tanta fervida pietà.
30. Ma
preceda tutti con l'esempio quest'alma città, la
quale fin dai primi tempi del cristianesimo ha avuto un particolare culto alla
Madre celeste e propria patrona. Vi sono qui non poche chiese, come è noto, in cui ella è proposta alla pietà dei romani;
ma fra tutte, senza dubbio, eccelle la Basilica Liberiana, ove ancora rifulge
il mosaico del Nostro predecessore di v.m. Sisto III,
monumento insigne della divina maternità di Maria
vergine, e dove benignamente arride l'immagine della «Salvezza del popolo
romano». Là dunque specialmente accorrano i cittadini a pregare, e davanti a
quella sacra immagine tutti elevino i loro voti, chiedendo soprattutto che
l'Urbe, centro dell'orbe cattolico, sia altresì a tutti
maestra di fede, di devozione, di santità. «Infatti - Ci rivolgiamo a
voi figli di Roma con le stesse parole del Nostro predecessore di s.m. Leone
Magno benché tutte le chiese diffuse sulla terra debbano fiorire per ogni
genere di virtù, a voi tuttavia si addice sopra tutti gli altri popoli
primeggiare nel merito della pietà, a voi che, fondati sulla stessa base della
rocca apostolica, foste con tutti gli altri redenti da nostro Signor Gesù Cristo e, a preferenza di
tutti gli altri, istruiti dal beato apostolo Pietro».13
31. Molte grazie tutti debbono implorare nelle presenti circostanze dall'aiuto
della beata Vergine, dal suo patrocinio, dalla sua potenza mediatrice. Chiedano
innanzi tutto - come abbiamo già detto - che i propri costumi, con il soccorso
della divina grazia, sempre più si uniformino agli
insegnamenti cristiani, perché la fede senza le opere è morta (cf. Gc 2,20.26), e perché nessuno
può fare convenientemente casa alcuna per il pubblico bene, se prima egli
stesso non rifulga come esempio di virtù agli altri.
32. Chiedano con insistenza
che la generosa e balda gioventù cresca sana e pura,
né lasci contaminare dall'aria corrotta del secolo e infiacchire nei vizi il
bel fiore della propria età; che sappia governare con retta guida le
inclinazioni sregolate e l'impulsività ardente e, rifuggendo da ogni insidia,
non si rivolga alle cose cattive e dannose, ma elevi il cuore a tutto ciò che è
bello, santo, amabile, eccelso.
33. Chiedano, pregando in
comune, che l'età virile e matura si distingua su tutte per onestà e cristiana
fortezza; che la società domestica rifulga di un'inviolata fedeltà, sia
fiorente per la sana e religiosa educazione dei figli e si rafforzi nella
concordia e nel vicendevole aiuto.
34. Implorino finalmente che
i vegliardi si rallegrino dei frutti di una vita spesa
nel bene, così che avvicinandosi il termine della vita non abbiano nulla da
temere, non siano afflitti da rimorsi o da angosce di coscienza, né abbiano
motivo alcuno di arrossire, ma fermamente confidino di ricevere presto il
premio della loro lunga fatica.
35. Chiedano, inoltre, nella
preghiera alla divina Madre, il pane per gli affamati, la giustizia per gli
oppressi, la patria per i profughi e gli esuli, una casa ospitale per i senza
tetto, la debita libertà per coloro che ingiustamente furono
gettati in carcere o nei campi di concentramento; il desideratissimo
ritorno in patria per coloro che sono ancora prigionieri nonostante che da
tanti anni sia terminata la guerra e internamente sospirano e gemono; per
coloro che sono ciechi nel corpo o nell'anima la letizia della fulgida luce; e
per tutti quelli che sono divisi fra loro dall'odio, dall'invidia, dalla
discordia, che ottengano pregando la carità fraterna, l'unione degli animi e quell'operosa tranquillità che è fondata sulla verità,
sulla giustizia, sulle relazioni amichevoli.
36. Desideriamo in modo
speciale, o venerabili fratelli, che con le ardenti preghiere che saranno
elevate a Dio nella prossima celebrazione dell'anno mariano, si chieda
supplichevolmente che, sotto l'auspicio della Madre del divin
Redentore e Madre nostra dolcissima, la chiesa cattolica possa finalmente
ovunque godere della libertà che le compete e che essa, come insegna la storia,
adoperò sempre a vantaggio dei popoli e mai a loro
rovina, sempre per raggiungere la concordia dei cittadini, delle nazioni, delle
genti, e mai per dividere gli animi.
37. Tutti sanno in quali tribolazioni viva, in alcuni luoghi, la chiesa e da
quali menzogne, calunnie, spoliazioni sia travagliata; tutti sanno come in alcune
regioni i vescovi siano miseramente dispersi, incarcerati senza motivo, o
talmente ostacolati da non potere esercitare liberamente, come si conviene, il
loro pastorale ministero; tutti sanno infine che in quei luoghi non si possono
avere scuole proprie, né pubblicamente per mezzo della stampa si può insegnare,
difendere, propagare la dottrina cristiana e educare convenientemente la
gioventù secondo i suoi insegnamenti. Quelle esortazioni, pertanto, che a tale
riguardo spesso, quando si è presentata l'occasione, vi abbiamo indirizzato,
insistentemente ve le ripetiamo per mezzo della presente lettera enciclica,
nella piena fiducia che in questo anno mariano
dovunque siano innalzate supplichevoli preghiere alla potentissima vergine
Madre di Dio e soave Madre nostra, affinché quei sacri diritti che competono
alla chiesa e che sono richiesti dallo stesso rispetto della libertà e della
civiltà, siano riconosciuti apertamente e sinceramente da tutti, con sommo
vantaggio di ognuno e incremento della comune concordia.
38. Questa nostra parola, che
Ci è dettata da un fervido senso di carità,
desideriamo giunga anzitutto a coloro che, costretti al silenzio e circondati
da ogni genere di insidie, vedono con animo addolorato la loro comunità cristiana
afflitta, turbata e priva di ogni umano aiuto. Anche questi dilettissimi
fratelli e figli Nostri, in strettissima congiunzione con Noi e con gli altri
fedeli, interpongano presso il Padre delle misericordie e Dio di ogni consolazione (cf. 2Cor
1,3), il potentissimo patrocinio della vergine Madre di Dio e Madre nostra, e
chiedano a lei celeste aiuto e divine consolazioni. Mentre perseverano con
indomabile animo nella fede dei padri, facciano proprie in questi gravi
frangenti le seguenti parole del Dottore Mellifluo,
quasi distintivo di cristiana fortezza: «Staremo in piedi e combatteremo sino
alla morte, se sarà necessario, per nostra madre (la chiesa), con le armi che
ci saranno consentite: non con gli scudi e le spade, ma con la preghiera e le
lacrime a Dio».14
39. Anche coloro che sono
separati da Noi per l'antico scisma e che del resto Noi amiamo con animo
paterno, li invitiamo a unirsi a queste comuni
preghiere e a queste suppliche, poiché ben sappiamo che essi hanno in somma
venerazione la grande Madre di Gesù Cristo e ne
celebrano la concezione immacolata. La medesima beata vergine Maria riguardi tutti quei cristiani, congiunti almeno dai
vincoli della carità, che rivolgono a lei supplichevoli gli occhi, gli animi,
le preghiere, impetrando quella luce che illumina le menti di uno splendore
soprannaturale, e chiedendo quella unità per la quale
finalmente si faccia un solo ovile sotto un solo pastore (cf.
Gv 10,16).
40. A queste preghiere comuni
siano associate pie opere di penitenza; l'amore alla preghiera, infatti, fa sì
che «l'animo sia sostenuto, si prepari alle cose ardue, si innalzi
alle cose divine; la penitenza ci fa ottenere il dominio su noi stessi,
specialmente sul corpo, il quale per il peccato originale è fortemente ribelle
alla ragione e alla legge evangelica. È evidente che queste virtù sono
strettamente congiunte tra loro, e vicendevolmente si sostengono e mirano
insieme all'identico scopo di distaccare l'uomo, nato per il cielo, dalle cose
caduche, e di sollevarlo quasi a un celeste commercio
con Dio».15
41. Siccome
però ancora non ha brillato sui popoli e nelle anime una pace solida, sincera,
tranquilla, si sforzino tutti i fedeli piamente pregando di raggiungerla e consolidarla
felicemente e pienamente; in modo che, come la beata Vergine ci donò il
Principe della pace (cf. Is
9,6), ella stessa con il suo patrocinio e con la sua
tutela congiunga gli uomini tra loro in amichevole concordia. Solo allora essi
potranno godere quel tanto di serena prosperità che è possibile ottenere nel
breve corso della vita, quando tra loro non saranno separati da invidie,
lacerati miseramente da discordie, né sospinti violentemente a lottare tra loro
con minacce e fraudolenti consigli; ma, fraternamente uniti, si scambieranno
tra loro il bacio di quella pace che è «tranquilla libertà»16 e che,
sotto la guida della giustizia e l'aiuto della carità, fa delle diverse classi
dei cittadini e delle diverse genti e nazioni una sola famiglia unita, come si
conviene, e concorde.
42. Il divin
Redentore, auspice e mediatrice l'amorevolissima Madre sua, voglia nella
maniera più larga e consolante portare a compimento questi Nostri ardentissimi voti, ai quali, come pienamente confidiamo, corrisponderanno i voti non solo di tutti i
Nostri figli ma anche di tutti coloro ai quali stanno a cuore gli interessi
della civiltà cristiana, e il progresso civile.
Intanto sia propiziatrice dei divini favori, e testimonianza del Nostro
affetto paterno, la benedizione apostolica che a voi tutti e singoli,
venerabili fratelli, insieme al clero e ai fedeli a voi affidati, impartiamo con effusione di cuore.
Roma, presso San Pietro, l'8 settembre, festa della
natività di Maria ss.ma,
nell'anno 1953, XV del Nostro pontificato.
PIO PP. XII
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