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Domenico Gilardoni
L'esule di Roma

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  • ATTO PRIMO
    • Scena terza. Argelia con Leontina, seguita dalle schiave e Settimio
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Scena terza. Argelia con Leontina, seguita dalle schiave e Settimio

 

ARGELIA
(alle schiave)
O voi... che a servitù sospinse il fato!
Quanto men fier del mio, è il vostro stato.

SETTIMIO
(fra sé indietro)
Qual voce!

ARGELIA
Non mai turbi le vostr'alme,
affetto che contrasti un rio destino.

SETTIMIO
(come sopra)
Quali accenti!

ARGELIA
Ma sieda ognora in voi
la bella calma, d'innocenza figlia,
che compagna prescelsi,
nel pio dover, che della madre estinta
a compier vo sovra il marmoreo avello.

SETTIMIO
Quel detto in cor penetra.

ARGELIA
Itene all'opre usate,
che il padre intanto qui mi attendo.

Si ritirano Leontina, Emilia e le schiave.

SETTIMIO
(avanzandosi a poco a poco)
Oh, dolce
speme, ti avvera.

ARGELIA
(concentrata fra sé)
Riede Publio in Roma.
Tutti incontro gli vanno, io sola il fuggo.

SETTIMIO
Ah no, ch'io non m'illudo...

ARGELIA
A lui mia destra il genitor destina.

SETTIMIO
(guardando intorno)
Giacché solo io qui sono.

ARGELIA
Mio consorte esser debbe, ed io non l'amo.

SETTIMIO
(avvicinandolesi)
Si dilegui ogni dubbio...

ARGELIA
No, che sposa infedel, spergiura amante,
non mai sarò...

SETTIMIO
Nell'appressarm'io tremo!

ARGELIA
Se obliò Murena chi gli die' splendore;
(con forza ed entusiasmo)
il suo benefattor la figlia adora

SETTIMIO
(quasi vicino)
Murena! udii...

ARGELIA
E Argelia...

SETTIMIO
(subito)
Argelia! disse...

ARGELIA
Fida a Settimio...

SETTIMIO
(con forza)
Fida!... Eterni Dei...

Al grido di Settimio volgendosi Argelia.

ARGELIA
Son desta...

SETTIMIO
Non vaneggio...

ARGELIA e SETTIMIO
(abbracciandosi)
Ah sì, tu sei...
Fia ver?... Oh, ciel! ... Argelia!/ Settimio!
Al fianco mio: tu stessa!/stesso!
Ah, solo questo amplesso,
m'inonda di contento!
Disperde ogni tormento:
compensa ogni martir.

ARGELIA
Ma qui financo l'aura
congiura a' danni tuoi:
perir se qui non vuoi,
non resta che il fuggir...
No... non fuggir... ti ferma ...
Che dissi!... Io non ragiono ...

ARGELIA e SETTIMIO
Ah, sempre a te vicina!/vicino!
seguendo un sol destino,
per me sarà sollievo
la vita ed il morir.

SETTIMIO
Bandito dalla patria.
Te sola ognor bramai:
ti vidi! t'abbracciai!
fu pago ogni desir.
Ma , Settimio reo credesti tu?...

ARGELIA
Giammai.

SETTIMIO
Argelia, ah, quando udrai,
chi m'era traditor,
le chiome sollevartisi
dovranno a tant'orror.

ARGELIA
E chi fu mai?...

SETTIMIO
Tel sai.
Allor ch'estinto io cado...

ARGELIA
Salvo non sei?...

SETTIMIO
Potrei
salvarmi e vita e onor...
Ma vuol virtù ch'io mora,
nell'innocenza ancor.

ARGELIA
E il mio respiro estremo,
al tuo consacrerò.

ARGELIA e SETTIMIO
Se a me fida/fido ognor sarai,
se il tuo core e sempre mio;
chiuderò contento/contenta i rai,
lieto/lieta in tomba scenderò.
E fremente ogni nemico,
sulle infrante mie ritorte,
desiar la istessa sorte,
mentr'io spiro, mirerò.




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