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Domenico Gilardoni
L'esule di Roma

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Publio ed Argelia
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Scena quinta. Publio ed Argelia

 

PUBLIO
Ti ferma.

ARGELIA
Oh, Numi!

PUBLIO
Argelia,
anzi che arrivi qui Murena, io volli
a te venir, perché mi sveli il vero.
Sculto è nel volto di tuo padre il duolo.
Tu mi fuggi!... Ah, se il cor chiude altro affetto
dillo, ch'io nol contrasto. Tel prometto.

ARGELIA
In te tanta virtude!...

PUBLIO
Ami tu dunque?

ARGELIA
Ah sì! Settimio adoro...

PUBLIO
Il proscritto!

ARGELIA
In prigion tratto.

PUBLIO
Egli! In Roma!

ARGELIA
Sol per vedermi... Ah, chi mi guida a lui!...

PUBLIO
T'arresta. Il rivedrai.

ARGELIA
Lo rivedrò?...

PUBLIO
Tel giuro. Il capo mio
del prigionier fia prezzo...
Sospetto a non destar procura intanto.
Nulla interrompa le nuziali feste;
che, fra lo stuol de' convitati, in breve,
qui lui farò venir.

ARGELIA
E avrai cotanta forza?...

PUBLIO
Quant'amistà puote ispirarne...

ARGELIA
Tu di Settimio amico?...

PUBLIO
Sin dall'infanzia, e or per salvarlo, il credi,
affronterò pur morte.

ARGELIA
Oh, vero eroe, oh, inaspettata sorte!
Partono.




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