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Domenico Gilardoni
L'esule di Roma

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  • ATTO SECONDO
    • Scena quarta. Leontina ed Argelia
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Scena quarta. Leontina ed Argelia

 

LEONTINA
Del padre, Argelia, tu lunge ne vai,
quando essergli vicina
dovresti or più che mai!

ARGELIA
Che avvenne? ?...

LEONTINA
Guari non ha, che a stento
i suoi congiunti trar di qui poteanlo,
mentre, furente, traditor svelavasi
di Settimio!

ARGELIA
Che sento! ...

LEONTINA
Ma alfin tornato alla ragion, fe' cenno
che ognun partisse. Solo,
fermo or si stava, or ratto il pié movea...
quindi Emilia cercò. La strinse al petto.
Su lei pianse, e lontana me pur volle...
ah corri Argelia, che al suo detto, all'atto,
dubbio non v'ha d'altro novel misfatto.

ARGELIA
E v'han più strali a trapassarmi il core!...
A lui si vada.

LEONTINA
(vedendo venire Murena)
Ei qui ne vien.
(parte)

ARGELIA
Dal duolo... Ahi! com'è
oppresso.

 

 




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