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Domenico Gilardoni
L'esule di Roma

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  • ATTO SECONDO
    • Scena quinta. Murena ed Argelia
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Scena quinta. Murena ed Argelia

 

ARGELIA
Ah, padre mio!

MURENA
Taci... quel dolce nome
che mi fea lieto un , non osi il labbro
di pronunziar... ne sono indegno.

ARGELIA
Quai detti!
È Murena che parla?

MURENA
Alcun non ci ode
Il tuo Settimio…or ora…più non resiste
un'alma palpitante,
che fra il delitto, e la virtude ondeggia
Corro a morir…e se fu reo Murena
piena vendetta a far di sé s'appresta.

ARGELIA
Che dici mai! Deh, padre mio ti arresta.
Squarciami il core, ah, svenami,
togli a me pur la vita,
come potrò più vivere
se perdo il genitor!

MURENA
Ma un sol momento, incauta,
costar ne può sua vita,
vano è quel pianto, lasciami,
in tempo giungo ancor.

ARGELIA
Ah! pria su me la folgore
vibri l'irato ciel!

MURENA
Lo sposo, il tuo Settimio
ami così? Crudel!

ARGELIA
Fui pria che amante, figlia;
salvarti è il mio dover.

MURENA
Cessa...

ARGELIA
Risolsi, ah, corrasi.
Voce del cielo ispirami;
al pianto mio, Tiberio,
non fia che il nieghi.

MURENA
Argelia,
m'inganni tu?

ARGELIA
No, credilo
a queste amare lagrime,
vivi di me sicuro,
e l'innocente, il giuro,
saprò salvar con te.

MURENA
Che ascolto! Oh, raggio amico,
sei tu che al cor mi scendi;
sei tu che all'alma rendi
qualche speranza almen.

ARGELIA
Settimio, dal nemico
pietoso ciel difendi.
Il fato suo sospendi,
e sarò lieta appien.

MURENA
Ah, sia il tuo labbro
nunzio verace
di bella pace
al mesto cor!

ARGELIA
Vedrai Settimio
reso al tuo seno,
ahi, lieti appieno
saremo allor.

MURENA
Dunque innocente...

ARGELIA
Lo renderò.

MURENA
Al cor dolente...

ARGELIA
Calma darò.

MURENA
A queste braccia ritornerai?

ARGELIA
Mi stringerai degna di te.

MURENA e ARGELIA
Nume tu mitiga
il nostro affanno,
tu l'aure dissipa
del nero inganno,
e rendi all'anima
smarrita, oppressa,
la pace istessa,
che amor le die',
che già perdè.
(partono)

Oscurissimo sotterraneo.




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