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Preceduto da folla di popolo, dai littori,
ed intrepido fra soldati, passa Settimio sul ponte.
TUTTI
Qual costanza! Qual ardir.
Ei qual visse va a morir:
ARGELIA
(furibonda)
Ah, spietati! Ah, vi fermate!
TUTTI
Senza il volto impallidir
ei da forte va a morir.
ARGELIA
(come sopra)
Ah, crudeli! Ah, lo lasciate...
Son già spariti!... E ancor noi qui indugiamo...
corriamo al genitore...
l'idol mio deh salviamo...
il caro ben...
TUTTI
Paga sarai.
ARGELIA
(insistendo sempre)
N'andiamo.
Tutti partono.
Ah no!...
Tardi, tardi il piè là volgi;
parmi ovunque d'ascoltar:
troveresti sull'arena,
fra la polve, in fango, il sangue:
di Settimio, o di Murena,
la deforme spoglia esangue...
ahi! che immago sì funesta,
qui mi arresta a lagrimar...
Morte! Ah, pria, che l'una uccidi,
di due vite, ch'ambe adoro...
la mia tronca, la recidi;
non serbarla a duol maggior.
Qui s'ode un sussurrar di gente.
Qual fragore!...
(andando verso il ponte)
Il popol riede...
L'altra scena è già compita...
No, da me non sarà udita:
fuggirò da tant'orror...
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