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Domenico Gilardoni
L'esule di Roma

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  • ATTO SECONDO
    • Scena ottava. Coro di congiunti di Murena, di schiave di Argelia, Leontina ed Emilia
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Scena ottava. Coro di congiunti di Murena, di schiave di Argelia, Leontina ed Emilia

 

TUTTI
A un pianto. A un gemito. Udiasi l'eco,
flebil rispondere, per l'aer cieco.
Murena: Argelia! Fra lor gemevano.
E insiem, Settimio! Piangean così.
Di grida, e fremito, sentiasi un rombo,
cupo ripetere, l'alto rimbombo.
Murena: Argelia! Forse fremevano.
Perché Settimio! Muore in tal dì.
Cheto silenzio successe intorno
e muto, e tacito, restò il soggiorno.
Murena! Argelia. Ah, dove siete?
Qui sola Emilia: che mai farà.
Deserte, e squallide le vostre mura,
par che minaccino altra sciagura:
Murena! Argelia. Qui il piè volgete.
Vi desti Emilia! almen, pietà.




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