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Zarete coprendosi il mento, giunge, e in vedere Idamore:
ZARETE
(Possibil mai! Qui solo!)
IDAMORE
(S'arresta!)
ZARETE
(avvicinandoglisi)
(Oh, sorte!)
IDAMORE
(A me s'appressa.)
ZARETE
(È il figlio!)
IDAMORE
Stranier, che cerchi?
ZARETE
De' guerrieri il duce
IDAMORE
Ciel! Qual voce!
ZARETE
(proseguendo)
Idamor...
IDAMORE
Fia ver?
ZARETE
(scoprendosi il volto)
Te stesso.
IDAMORE
Padre?
ZARETE
Il ravvisi?...
IDAMORE
Oh, gioia! Oh, me beato!
Deh stringimi al tuo sen...
ZARETE
(è per abbracciarlo, poi respingendolo)
Ti scosta ingrato!
IDAMORE
Mi fuggi?
ZARETE
(guardando le vestimenta del figlio)
Oh, Numi, e mi serbaste in vita,
perch'io di duol morissi
nel rimirarlo sotto spoglia infida!
IDAMORE
M'odi...
ZARETE
Snuda quel ferro parricida.
(scoprendosi il petto)
Qui, in questa ch'hai pur anco sul tuo petto
di Paria impronta, vibralo.
E al gran Braman lo reca
con feroce sorriso,
tutto del sangue di tuo padre intriso!...
IDAMORE
Che parli mai? Deh, credi,
opra del mio valore
armi e vesti cangiò, ma non il core!
ZARETE
E le stragi che un giorno i sacerdoti
qui fèan, volendo noi
dal Nume maledetti, e ch'io narrate
ognor t'avea, ché spettator
men fui,
potevi obblìar?...
IDAMORE
Le rammentava, e tutto
vinse il desìo di contemplar d'appresso
questa cittade, e nelle pelli avvolto,
te lasciando pervenni in Balassorre.
Il Lusitan guerra movea.
M'offersi
a battagliar. Pugnai.
E al par della vittoria or or compiuta,
salvando l'Indostano,
de l'armi ognun m'elesse allor sovrano.
ZARETE
No. Tutto obbliavi...
IDAMORE
Ah, ch'io tornar volea!
ZARETE
Mentisci.
IDAMORE
E amor...
ZARETE
Amor!...
IDAMORE
Perdona… È rea
anch'ella per me sol…
ZARETE
Rea! Narra? Svela.
Chi osavi amar?
IDAMORE
(perplesso)
Donzella...
ZARETE
Prosegui.
IDAMORE
Ch'or da fare...
ZARETE
Finisci!
IDAMORE
È sciolta...
ZARETE
E 'l padre suo?...
IDAMORE
Che chiedi?...
ZARETE
(prendendolo per mano)
Impallidisci? Tremi? Qual sospetto!
Parla. Sarebbe mai?
IDAMORE
Chi... su l'altare...
de' sacerdoti è il pri...
ZARETE
Stelle! Akebare!
D'un Akebar la figlia!
D'un inimico acerrimo!
Che l'aura fe' vermiglia
del sangue tuo medesimo?...
Quanto di più tormento
da l'uom crear si può!
Tanto quel solo accento
a darmi appien bastò!
IDAMORE
Ed è mai forse rea
un'innocente vergine,
ahi, sol perché nascea
di genitor colpevole?
Quanto Akebar veleno
nel core aver si può!
Tanta Neala in seno
virtude ognor serbò!!
IDAMORE
Dono del Cielo è questo,
e non de l'uom favor!
ZARETE
Ahi, stolto!
(per andare)
Ormai decisi!...
IDAMORE
Padre?...
ZARETE
Tal fui finor.
Là in quelle sacre mura,
altri ieri diede
amor!... Là...
S'ode uno squillo dall'interno del tempio.
Ma qual suon? Quali voci?...
IDAMORE
Del priego è l'ora...
ZARETE
(inginocchiandosi)
Ah, Nume...
AKEBARE, BRAMANI e SACERDOTESSE
(dal tempio)
Salvi, o Nume e ognor difenda
la tua spada, lo stuolo prediletto,
la tua folgore tremenda,
piombi, e cada sul paria maledetto.
ZARETE
(sorto in piedi, e preso per mano il figlio)
Udisti? Esulta!
Ad invocar lo scempio
di stirpe inulta
non vai tu pur nel tempio?...
Tu delle squadre
primo e supremo duce!
Sovra tuo padre,
su chi ti diè la luce,
l'empio anatema...
IDAMORE
Taci! Né onor, né trono
virtù in me scema!
Ancor quell'io mi sono
che sempre odiai
questa de' Numi prole!
S'io t'obbliai,
non più rivegga il sole!
ZARETE
Seguimi, adunque...
IDAMORE
E vuoi?...
ZARETE
Trarti da un'empio suolo!
Indugi?...
IDAMORE
Ahi, duro cenno!...
ZARETE
Risolvi.
IDAMORE
(fra se)
(Oh pena! Oh duolo!
Lascerò colei che adoro?
Che a me visse ognor fedele?
Ahi, per esser sì crudele
non dovrei più core aver!
Dirle almeno io sol desìo
qual destino a lei m'invola;
una sola estrema volta
io la bramo almen veder!)
ZARETE
Veggo ben che più del padre,
caro estimi un folle orgoglio!
Vivi all'ombra pur del soglio,
godi in grembo del poter!
Moribondo nel deserto
cercherà tuo padre il figlio!
Ed il figlio in quel momento
non potrà nemmen veder!
IDAMORE
M'ascolta...
ZARETE
Ebben?
IDAMORE
Ti seguo
ma...
ZARETE
Parla.
IDAMORE
Ove di piante
più folto è il bosco, in breve
m'avrai...
ZARETE
No in quest'istante...
IDAMORE
Deh, t'arrendi, e mi concedi,
ch'io le dica solo addio.
Ahi! se pure il labbro mio
a dir tanto arriverà!...
Poi fa' pur de' giorni miei
quel che più t'aggrada e vuoi,
sono tuoi, ma il fier dolore,
credi, a me li troncherà!
ZARETE
Tel concedo; ma rammenta,
che capace ancor son io
di dar fine al viver mio,
se tua fede mancherà;
e quel suolo che a te porge
de' mortali il fren supremo
fia l'estremo ch'io calpesto;
per me tomba diverrà!
Partono dividendosi.
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