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Domenico Gilardoni
Il paria

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • Scena settima. Akebare con la figlia per mano, seguito da Bramani e detti
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Scena settima. Akebare con la figlia per mano, seguito da Bramani e detti

 

AKEBARE
Di profanar tai sacrosante soglie
se ad un paria venisse il reo talento
cada trafitto, e vi rimanga spento.

NEALA
(Io l'ascolto e non spiro!)

IDAMORE
(Io temo e fremo!)

AKEBARE
Sacerdoti, guerrier, popoli, udite:
come Brama concesse ad uom Neala,
ognun lo apprese. Io la tribù de l'armi
elessi a darle sposo. E in lei prescelsi
quei che al trionfo la guidò: Idamore.
Obbedirmi ei giurò dinanzi al Nume.
Qui vien portata l'ara da' custodi.
E 'l serto vincitor mentre sul capo
ad imporgli discendo,
in un consorte a lui la figlia io rendo.

IDAMORE e NEALA
(inginocchiati innanzi all'ara)
Da sì caro e dolce istante,
che consorte a me tu sei,
a te sacro i giorni miei,
a te giuro eterna .

AKEBARE
Dal celeste e divo impero,
voi dell'Indo eterni Dei,
accogliete i voti miei,
che...




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