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Domenico Gilardoni
Il paria

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Empsaele e detti
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Scena quinta. Empsaele e detti

 

NEALA
Che mai rechi Empsael?...

EMPSAELE
Nunzio son'io
ad Akebar del trionfal ritorno
d'Idamore...

Entra nel tempio.

ZARETE
(in disparte)
Idamor!
(a Neala)
Dimmi, de l'armi?

NEALA
È il primo duce.

ZARETE
E un lustro
or compie?

NEALA
In Balassor pervenne.

ZARETE
(E desso!)

NEALA
Ti è noto?

ZARETE
(rimettendosi)
Ah sì. M'è grato rivederlo...

NEALA
Compagne
n'andiam. (Trov'Idamore al loco usato
il simbolico intreccio, e apprenda in quello
il voler d'Akebare,
non men che il mio pensier!)

ZAIDE
Si torni all'are.

Neala, Zaide, e le Sacerdotesse si ritirano. Appena
Zarete rimane solo, dandosi in preda alla gioia:

ZARETE
Il figlio è qui!
Io lo vedrò?
In questo dì!
Lo abbraccerò?...
Ah no, che il core
non regge in petto!
Maggior diletto
bramar non sa!
E tanta gioia
in tal momento,
ogni tormento
scordar mi fa!

Parte.

Parte esterna del tempio di Brama, circondata di
monumenti sepolcrali.




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