|
NINA e TEODORO
E fia vero, amato bene,
ch'oggi perderti, degg'io?
Ah, per noi bell'idol mio,
par che speme più non v'è.
STEFANINA
Deh, mirate com'è afflitta
la mia cara padroncina
SIGISMONDO
(tra se)
Sì...
STEFANINA
Derelitta, poverina,
quasi piangere mi fa.
SIGISMONDO
(tra se)
No...
NINA e TEODORO
Amato ben, ch'oggi perderti degg'io?
Ah, per noi, bell'idol mio,
no, che speme più non v'è.
STEFANINA
Deh, mirate
com'è afflitta
la mia cara
padroncina
derelitta,
poverina
fa pietà.
CAMILLA
Zitto...
Che fa?...
Mio marito, nol vedete?
Concertato, egli avrà di già
pensato
ciò che far si converrà.
SIGISMONDO
Questa...
E poi...
Che dice?...
Certo...
Ohibò!
L'ho trovata, l'ho trovata!
Oh, per Bacco,
è una pensata
che di meglio non si può.
NINA
Dimmi, dimmi,
quale idea
nel pensier
ti si destò.
SIGISMONDO
Semplicissima, bizzarra
che l'eguale aver non può.
Vostro padre in breve istante
a Parigi fa ritorno:
egli parte e qui frattanto
giunge appunto in questo giorno
quest'Ernesto che lui stesso
in consorte avea promesso
quando al campo se n'andò
e a mia moglie v'affidò.
TUTTE LE DONNE e TEODORO
Questo fatto è conosciuto
n'è pur noto, già lo so.
SIGISMONDO
Voi per caso non vedeste
di Molière il Pourcegnac?
TUTTI
Certo!
SIGISMONDO
Ebben: quella commedia
riprodurre in oggi io vo'!
Nato Ernesto in un villaggio
rozzamente inesperto,
esser deve certamente
un tartufo, un babbuino:
tutti adunque immantinente
scenderemo nel giardino,
travestiti prenderemo
un carattere novello,
con le burle gli faremo
tutto perdere il cervello;
sino là donde sen venne
ritornare lo farò
e voi due che sì vi amate,
sposi alfine vi vedrò.
TUTTI
Un abbraccio, un bacio!
Evviva! Bel pensier in verità.
SIGISMONDO
Piano, piano cari miei,
del vestito un po' pietà.
NINA
Risorgi dalle pene,
respira amato bene,
il cor già mi predice
che Nina tua sarà.
TEODORO
Risorgo dalle pene,
respira amato bene,
il core già mi predice
che Nina mia sarà.
STEFANINA più GLI ALTRI
(a Camilla)
Se giri tutto il mondo,
un pensator profondo,
maggior di suo marito
trovar non si potrà.
SIGISMONDO
Che piano, che progetto,
che bel disegno è questo,
Ernesto poveretto,
smarrito, sbalordito,
in tanto intrigo, imbroglio,
avvilupparlo voglio
che un tratto, come un matto,
perduto l'intelletto
e col pensier sconvolto,
nella mia rete avvolto
sciogliendosi e fuggendo
a casa tornerà.
Che vi pare? È un bel pensiero?
NINA
Bello!
CAMILLA
Raro!
STEFANINA
Eccellente!
TEODORO
Eppure io temo...
SIGISMONDO
Udite:
io fingerommi avvocato,
Monsieur Piquet chiamato,
ed arrivato Ernesto Roussignacco,
qual suo più stretto amico,
abbraccerò!
Tu allora, come tradita amante,
sorprenderlo dovrai,
in quell'istante:
e...
TEODORO
Viene Cola.
SIGISMONDO
(ora Piguet)
Che rechi?
|