|
COLA
(annunciando)
A la porta hanno ditto
ca mò 'nnanze
è arrevato
Monsù le Roussignacco.
SIGISMONDO
È arrivato!...
NINA
Meschina me!
STEFANINA
Come si fa?
TEODORO
Che sento!
SIGISMONDO
Vero tono afflittivo d'un debitor
che ha l'atto preventivo.
(a Teodoro)
Avverti i tuoi compagni
che vengan nel giardino
a secondarmi.
TEODORO
Ah, ch'io parto e sospiro.
(esce)
SIGISMONDO
(a Nina)
Nina, non dubitate;
il colonello parte a momenti:
ma non a dar sospetto,
vorrei...
NINA
Capisco, che gli stessi d'accanto...
(esce)
SIGISMONDO
E tu, Camilla
pensa al resto, intanto.
CAMILLA
Non dubitar.
SIGISMONDO
Ma, veh! prudenza...
CAMILLA
Intendo: non v'è ancora lo sposo,
e già comincia ad esserne geloso.
SIGISMONDO
Non dico questo, ma...
CAMILLA
Ma sarìa tempo di finirla:
arrossir tu ormai dovresti
di farmi vigilar,
da quel vecchiaccio
che da Napoli con te
hai qui condotto:
di creder che a Malun
m'ha vista un giorno
con uno in cabriolet
mentr'io qui stava
e sol pensando a te.
SIGISMONDO
Oh... sì... non inquietarti:
andiamo.
CAMILLA
Lode al ciel!
SIGISMONDO
Stefanina: ognun che arrivi
de gli ufficiali,
guidali in giardino.
STEFANINA
V'obbedirò. Ehi...
(Piquet e Camilla escono)
Cola, che fai lì come un sasso?
COLA
Stea pensanno ch'oggi...
STEFANINA
È giovedì grasso,
giorno proprio di scherzi:
vogliamo divertirci,
e nella burla ancora
v'è la tua padrona.
COLA
Pecchisto veco assommà
'na brutta batteria.
(escono)
|