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ERNESTO
(come parlando fra se)
Oh, questa è bella:
vengo da Limoges,
domando della casa
di Verfrille,
e a un fior di Narciso
nessun risponde,
e ognuno ride in viso.
SIGISMONDO
Oh, amato e caro
Roussignacco.
Come?
(guardando fuori)
Insulti ad un amico, come me
nato e cresciuto?
ERNESTO
(tra se)
(Che sia strozzato
se io l'ho mai visto.)
SIGISMONDO
Che gioia!
Ti sei fatto più grasso
d'un vitello!
ERNESTO
Seguo l’orme
del mio maggior fratello.
SIGISMONDO
(Che credulo!)
ERNESTO
(Che volpe!)
(tra se)
E forse Sigismondo
da Piquet truccato?
Domandiamo con arte.
Dunque...
SIGISMONDO
Voglio farvi...
ERNESTO
Ma non importa.
SIGISMONDO
Ebben m'arrendo subito,
onde avere il bene di godere della sorte
che mi salvò finora dalla morte,
e mi si rese al fianco qual matrona sanguigna
tu mi sembri giovanni della Vigna.
ERNESTO
Grazie!
SIGISMONDO
(Che allocco!)
ERNESTO
(Vorrei proprio saper se fosse lui.)
Dunque...
SIGISMONDO
Come felici eran quell'ore
trascorse con te al bigliardo,
e al ridotto,
in feste ed accademie,
e in trattorie,
al corso ed ai veglioni.
ERNESTO
Amico, hai questa sorte di polmoni!
Ma dico...
saper posso?
SIGISMONDO
E la mamma, e il papà,
la suora, il nonno,
come stanno?
ERNESTO
Son morti!
Ah, di...
SIGISMONDO
E lo zio?
ERNESTO
Ucciso. Suvvia, dimmi...
SIGISMONDO
E il fratello?
ERNESTO
… il fratello scannato!
SIGISMONDO
E la casa?
ERNESTO
Crepata!
SIGISMONDO
Anche la casa?
ERNESTO
Adesso crepo anch'io, si,
se non mi fai saper...
SIGISMONDO
Tutto saprai, né più domanderai,
e quando poi ne andrai,
tu partirai, ma l'amicizia
resta e non mai resta invano.
ERNESTO
Ma, adagio!
SIGISMONDO
Adagio!
ERNESTO
Piano...
SIGISMONDO
Piano.
E come mai potrei
la mia lingua porre a freno,
se riveggon gli occhi miei,
se ritorna a questo seno,
il mio caro Roussignacco,
l'esemplar dell'amistà,
il più fido mio compagno
della prima verde età.
ERNESTO
Ma s'è permesso...
SIGISMONDO
(stringendo al seno Ernesto)
Oh, piacere inaspettato,
me felice, me beato,
no, maggior felicità
il mio cor bramar non sa.
Me felice, me beato, che piacer!
Come, come mai potrei
la mia lingua porre a freno,
se riveggo Roussignacco,
l'esemplar dell'amistà.
ERNESTO
S'è permesso...
Una parola...
SIGISMONDO
Parla, parla...
ERNESTO
Il suo nome...
SIGISMONDO
Come, come, il mio nome,
non conoscer più in me!
Il dottor Roussien Piquet.
ERNESTO
Roussien Piquet!
(Egli è desso; ah, ci siamo!)
SIGISMONDO
(Ah, che vero babbione!)
ERNESTO
Vieni, amico sviscerato...
SIGISMONDO
(Che babbione, che babbione!)
ERNESTO
... il tuo viso un po' compito
mi faceva dubitar.
Via, mi torna ad abbracciar,
vieni, amico sospirato;
il tuo viso è un po' cambiato,
mi faceva dubitar.
SIGISMONDO
(Ah, che ridere mi fai
maggior felicità il mio cor
bramar non sa.)
ERNESTO
Io son certo che tu ancora
guardi e serbi il celibato.
SIGISMONDO
Certamente! Che son matto?
Non ha pace un ammogliato!
ERNESTO
Specialmente se il marito
della moglie è un po' geloso.
SIGISMONDO
Oh, in quel caso poi, mi credi,
non ha un'ora di riposo.
ERNESTO
Eppur vedi, ho già deciso,
oggi Nina di impalmar.
SIGISMONDO
Ti compiango, caro amico.
(Quanto tarda ad arrivar!)
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