Scena quarta. Stefanina
STEFANINA
(entrando, tra se)
(Un giovine uffiziale!)
ERNESTO
(tra se)
(Oh, alfine ecco un araldo femminino!)
STEFANINA
(come sopra)
(Dev'essere un mandato da Teodoro.)
ERNESTO
(gridando)
Cara, amabile...
STEFANINA
Zitto, non vorrei che arrivasse quello sciocco...
ERNESTO
Chi'?...
STEFANINA
Lo sposo promesso
alla mia padroncina.
ERNESTO
Ernesto?
STEFANINA
Roussignacco!
ERNESTO
(Oh, che assassina!)
Neh, dimmi, sei tu sicura
ch'egli è sciocco?
STEFANINA
Sicura! Arcisicura!
Lo dicon tutti!
Voi già sapete quanto
contro di lui s'è concertato?
Venite meco adunque.
ERNESTO
E dove?
STEFANINA
Oh, bella!
in giardino,
ad unirvi a Sigismondo:
non vel disse Teodoro?
ERNESTO
(Quanti pasticci! In guardia, Ernesto.)
STEFANINA
Ebbene?
ERNESTO
Aspetta: a dirti il ver,
quel Teodoro quando parla
per nulla non l'intendo,
che d'ogni sua parola
mezze ne lascia in gola;
onde spiegami tu
cosa per cosa.
STEFANINA
Ecco: Ernesto,
siccome abbiam già detto,
dev'essere un somaro.
ERNESTO
(tra sé)
(E mi vuol asino,
non v'è riparo!)
STEFANINA
Nina ama riamata Teodoro,
il padre va a Parigi,
arriva Roussignacco.
Allora noi recitiamo
il Poursegnacco:
Sigismondo col nome di Piquet,
fingendosi un legale,
suo stretto amico
lo manderà fra matti.
ERNESTO
(tra sé)
(Ah, galeotti!)
STEFANINA
...così Teodoro poi,
sposando Nina,
non le darà tormento.
ERNESTO
E che c'entra il tormento?
STEFANINA
Sigismondo è geloso...
ERNESTO
E di chi mai?...
STEFANINA
Di madonna Camilla,
sua consorte, e a vista
le tiene sempre quel vecchio
suo concittadino,
credendo che a Malun
la vide un giorno con un
in cabriolet, ed al teatro,
e al corso, ed al caffè.
ERNESTO
E sua moglie è tra noi?
STEFANINA
Per forza!
Si finge una dama
già stata dall'Ernesto
tradita
e abbandonata.
ERNESTO
Capisco.
STEFANINA
Andiam!
ERNESTO
Non serve, capisco
qual carattere a me spetta,
e a travestirmi io volo,
dal mercante di maschere
qui presso.
(Teodoro... Sigismondo...
la moglie... e il cabriolet
e il vecchio servo...
sciocchi, non ci vuol altro!)
Qui ritorno in breve.
(tra sé)
(Cara, la burla assai costarsi deve.)
(esce)
STEFANINA
Vi son serva. Oh, Dio!
Il Colonnello!
Che brutta cera!
Voglio evitarlo!
(esce)
|