|
Lambourne incontrando i domestici, che arrivano premurosi.
Indi Leicester.
LAMBOURNE
Amici! A che solleciti?
CORO
È da Warwich un messo
giunto al primiero ingresso
di Mortimer.
LAMBOURNE
Che reca?
CORO
Chiede del conte.
LAMBOURNE
A noi
ah! forse s'incammina
già l'anglica reina!
Vengo alla torre...
CORO e LAMBOURNE
Oh, giubilo!
Oh, avventurato giorno!
Elisabetta! intorno
l'eco ripeta ognor!
(partono lieti)
LEICESTER
Quai voci! Elisabetta
ogni labbro festeggia, e all'eroina,
di Albion splendor, sostegno,
tributa il cor di amor devoto in pegno.
Ma un cor degno di lei
tu, di tante sue cure oggetto amato!
Leicester, le offrirai? Ti avvince... ahi, lasso!
infrangibil catena, e tronca il volo
di tua sorte al favore...
Fatal conflitto! Ambizione! Amore!
Veggo... ahimè! la ingenua
sposa,
che a me volge il suo sorriso:
mentre io l'amo, in lei ravviso
chi mi arresta al soglio il piè.
Tu... reina! alla mia speme
schiudi il varco, e additi un trono:
ma... nol sai! spergiuro io
sono
a colei, che amor mi die'.
Oh, affetti tiranni,
che l'alma straziate!
Per poco cessate
dal vostro rigor!
Amico, deh, splendi
bel raggio di pace!
Men grave tu rendi
l'angoscia del cor!
|