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Andrea Leone Tottola
Il castello di Kenilworth

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Amelia, indi Lambourne
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Scena quinta. Amelia, indi Lambourne

 

AMELIA
Immaginar chi mai potea, che il perfido
giugnesse a tanto ardir? Ma sola intanto
ei qui mi lascia?... ah! no! Si segua...

LAMBOURNE
Il passo
oltre di queste soglie
non è permesso, Amelia.

AMELIA
E che? Lambourne
oserà trattenermi?

LAMBOURNE
È di Leicester
questo il comando.

AMELIA
Ah! vero è dunque?... oh, Dio!
Che mai pensar degg'io? Mi sorge in mente
di dubbii un nembo, e all'anima smarrita
un funesto avvenir... melassa!... addita!
(entra)

LAMBOURNE
Fuggirmi non potrai:
che veglia un Argo a danno tuo non sai.
(parte)


Esterno del rinomato castello di Kenilworth. Lo
fiancheggiano due torri, che sorgono maestose. Gran porta
d'ingresso. Vi si entra per magnifico ponte, innalzato, ed
ornato di obelischi e trofei militari, per festeggiare l'arrivo
di Elisabetta.




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