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Andrea Leone Tottola
Il castello di Kenilworth

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  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta. Domestici, dame, Leicester, Warney, Elisabetta
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Scena sesta. Domestici, dame, Leicester, Warney, Elisabetta

 

Le vedette su le torri danno colle trombe il segnale,
che sia già a vista di Kenilworth il reale corteggio.
Rimbomba il cannone dalla fortezza. N'escono numerose
guardie del conte di Leicester, che vanno a formare
doppia ala sul sentiero, che segnar dovrà la regina. Tutti
i domestici, e le damigelle in abito festivo si affollano sul
ponte, intenti alla pompa, che si avvicina; ed ebbri di
piacere partitamente esclamano.

DOMESTICI
Eccola!

DAME
Oh! vedi!...

DOMESTICI
Oh! mira
qual corteggio!

DAME
Qual pompa!

DOMESTICI
È presso!

DAME
Arriva!
Evviva Elisabetta!

TUTTI
Evviva! evviva!

Un drappello di guardie reali precede la regina, che si
avanza, premendo il dorso di bianco destriero.

È al suo fianco il conte di Leicester. La seguono le
dame a cavallo, ed i cavalieri. Il popolo, i domestici, e le
damigelle esternano la loro gioia col seguente Coro.

CORO
Vieni, dell'Anglia
grand'eroina!
Vieni, de' popoli
delizia e amor!
Tu arrivi, e si anima
sul secco stel
il fior, che pallido
già rese il gel.
Giungi, e spontaneo
ti sorge al piè
il giglio, simbolo
di nostra .
Brilla trifulgido
l'astro maggior,
di un fausto
apportator.
Vivi, dell'Anglia
bella reina!
Vivi, de' popoli
delizia, e amor!

Giunta la regina in mezzo alla scena, smonta da cavallo,
servita dal conte, e seco le dame, e i cavalieri e mentre si
volge al popolo, intorno a lei raccolto, Leicester dice con
riguardo a Warney.

LEICESTER
(E Amelia?...)

WARNEY
(Non temer... l'ermo ritiro
l'asconde ad ogni sguardo.)

LEICESTER
Alfin respiro!)

ELISABETTA
Sì, miei figli! il più bel dono,
il maggior de' fregi miei
è il mirar, che oggetto io sono
dell'ingenuo vostro amor.
Se la pace i suoi tesori
apre alle arti, ed al pastor,
se germogliano gli allori
dal brittannico valor,
fortunati i miei sudori!
Regnerò felice ognor!

CORO
In te Albion quel genio onori
cui sol deve il suo splendor!

LEICESTER
(Perché in sen mi balzi, e gemi?
Perché palpiti, o mio cor?)

WARNEY
(Ti offre il crin la sorte, e temi?
Ti tradisce quel pallor!)

ELISABETTA
(In estasi soave
è l'alma mia rapita!
Il ciel sorride, e addita
la mia felicità!
Ma in mezzo a tal contento,
alato Dio! ti sento!
Ti fuggo, eppur mi opprime
la tua severità!)

LEICESTER
Vieni, regina! affretta
a Kenilworthe il piè!

CORO e TUTTI
Evviva Elisabetta,
che tant'onor ne die'!

La regina, accompagnata da Leicester, e seguita da tutto il
corteggio, entra nel castello in mezzo alle acclamazioni, ed
alle grida festive del popolo.

 




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