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Le vedette su le torri danno colle trombe il segnale,
che sia già a vista di Kenilworth il reale corteggio.
Rimbomba il cannone dalla fortezza. N'escono numerose
guardie del conte di Leicester, che vanno a formare
doppia ala sul sentiero, che segnar dovrà la regina. Tutti
i domestici, e le damigelle in abito festivo si affollano sul
ponte, intenti alla pompa, che si avvicina; ed ebbri di
piacere partitamente esclamano.
DOMESTICI
Eccola!
DAME
Oh! vedi!...
DOMESTICI
Oh! mira
qual corteggio!
DAME
Qual pompa!
DOMESTICI
È presso!
DAME
Arriva!
Evviva Elisabetta!
TUTTI
Evviva! evviva!
Un drappello di guardie reali precede la regina, che si
avanza, premendo il dorso di bianco destriero.
È al suo fianco il conte di Leicester. La seguono le
dame a cavallo, ed i cavalieri. Il popolo, i domestici, e le
damigelle esternano la loro gioia col seguente Coro.
CORO
Vieni, dell'Anglia
grand'eroina!
Vieni, de' popoli
delizia e amor!
Tu arrivi, e si anima
sul secco stel
il fior, che pallido
già rese il gel.
Giungi, e spontaneo
ti sorge al piè
il giglio, simbolo
di nostra fé.
Brilla trifulgido
l'astro maggior,
di un dì sì fausto
apportator.
Vivi, dell'Anglia
bella reina!
Vivi, de' popoli
delizia, e amor!
Giunta la regina in mezzo alla scena, smonta da cavallo,
servita dal conte, e seco le dame, e i cavalieri e mentre si
volge al popolo, intorno a lei raccolto, Leicester dice con
riguardo a Warney.
LEICESTER
(E Amelia?...)
WARNEY
(Non temer... l'ermo ritiro
l'asconde ad ogni sguardo.)
LEICESTER
Alfin respiro!)
ELISABETTA
Sì, miei figli! il più bel dono,
il maggior de' fregi miei
è il mirar, che oggetto io sono
dell'ingenuo vostro amor.
Se la pace i suoi tesori
apre alle arti, ed al pastor,
se germogliano gli allori
dal brittannico valor,
fortunati i miei sudori!
Regnerò felice ognor!
CORO
In te Albion quel genio onori
cui sol deve il suo splendor!
LEICESTER
(Perché in sen mi balzi, e gemi?
Perché palpiti, o mio cor?)
WARNEY
(Ti offre il crin la sorte, e temi?
Ti tradisce quel pallor!)
ELISABETTA
(In estasi soave
è l'alma mia rapita!
Il ciel sorride, e addita
la mia felicità!
Ma in mezzo a tal contento,
alato Dio! ti sento!
Ti fuggo, eppur mi opprime
la tua severità!)
LEICESTER
Vieni, regina! affretta
a Kenilworthe il piè!
CORO e TUTTI
Evviva Elisabetta,
che tant'onor ne die'!
La regina, accompagnata da Leicester, e seguita da tutto il
corteggio, entra nel castello in mezzo alle acclamazioni, ed
alle grida festive del popolo.
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