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Andrea Leone Tottola
Il castello di Kenilworth

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  • ATTO SECONDO
    • Scena seconda. Amelia e Leicester
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Scena seconda. Amelia e Leicester

 

AMELIA
Ah! Leicester!... Tu qui!

LEICESTER
(Non sa... non osa
sciorre il labbro un accento!)

AMELIA
Altrove il guardo
volgi nel rivedermi? Odio, o rimorso...
Ingratissimo cor! Pallido il volto
alla presenza mia, dimmi, ti rende?
Una sposa fedel così si offende?
Pruova maggior potea
darti dell'amor mio?

LEICESTER
Mi odi...

AMELIA
Parlar vogl'io:
mi ascolta, e taci!

LEICESTER
(Ohimè!)

AMELIA
Dal genitor, che fèa
lieti per me i suoi giorni,
tu fosti... anima rea!
Che m'involasti... e Amelia
a te con alma pura
seppe immolar natura,
dover di figlia... tutto...
del padre il pianto... il lutto
della famiglia invano
il piè trattenne...

LEICESTER
(Oh, Dio!)

AMELIA
Tu lo volesti,
ed io tutto obbliai per te!

LEICESTER
Sappi...

AMELIA
Segreto nodo
tu mi chiedesti...

LEICESTER
È vero...
Ma...

AMELIA
Del tuo cor sincero
me sol beando allora,
la man ti diedi...

LEICESTER
E ancora...

AMELIA
Or raddoppiando offese,
spinto a novelle imprese,
mi chiudi, e prigioniera
son di Warney perché?
Questa è la primiera,
che un di giurasti a me?

LEICESTER
(Che mai dir? Convinto io sono...
su quel labbro un Dio si esprime!
Quale orror nell'alma imprime
il suo ciglio accusator!)

AMELIA
(Tace ancora, e non mi cura!
Non risponde a' detti miei!
Non v'ha speme... Io già perdei
ogni impero sul suo cor!)

LEICESTER
Cara, mel credi: io ti amo...
Al ciel, che mi ode, il giuro!
Per te respiro, e bramo
farti felice... almeno
soffri, che occulto sia
il nostro imen per poco,
e poi la sposa mia
Brittannia in te vedrà.

AMELIA
Non cedo...

LEICESTER
Elisabetta,
che il mio castello onora,
il mio ligame ignora.

AMELIA
Lo sappia, e da me stessa...
Il voglio! Al mio decoro
onta è l'indugio: io sono
grande nel mio candor!
Schiude le vie del trono
anche virtude, onor.

LEICESTER
Conoscer mi basti,
ingrata! il tuo cor!
No... in me non amasti
che il solo splendor.
Ma un'anima altera,
superba, ambiziosa,
non è la mia sposa,
non merta il mio amor!

AMELIA
Ah! tutto mi addita,
che un rio seduttor
quell'alma ha rapita
a un tenero ardor!
Ma compi, o spietato!
il barbaro eccesso!
Mi uccidi tu stesso,
e saziati allor!

AMELIA e LEICESTER
Affanni! sospiri!
Tormenti! martiri!
Qual cor potrà reggere
al vostro rigor?
Partono per vie opposte.




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