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Andrea Leone Tottola
Il castello di Kenilworth

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  • ATTO TERZO
    • Scena prima. Leicester, Warney, indi Elisabetta
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Scena prima. Leicester, Warney, indi Elisabetta

 

LEICESTER
E Amelia?

WARNEY
Ivi è rinchiusa
donde audace fuggì.

LEICESTER
Ma Elisabetta...

WARNEY
Del sacro nodo il dritto
reclamai coraggioso. A favor mio
il silenzio di Amelia,
che impose a lei la tema,
con arte interpretai. Dalla regina
la ottenni in mio poter.

LEICESTER
Misera sposa!

WARNEY
Di un'alma altera, che a fatal periglio
espose i giorni tuoi... che il regal serto
dal crin t'invola, ancora
ti ange il pensier?

LEICESTER
Ma che avverrà di lei?

WARNEY
Ti affida in me... pago sarai...

Lo interrompe la regina, che arriva.

ELISABETTA
Warney!
Ti allontana!

Warney si ritira.

LEICESTER
Regina!

ELISABETTA
E che, al mio fianco
più Leicester non è?

LEICESTER
Le tue rampogne...
senza novello cenno... (ah! mi confondo!)

ELISABETTA
Comprendo. Un labbro menzognier per poco
seppe adombrar la tua
ben rara fedeltà. Convinta appieno,
che di Warney sia sposa
la prole di Robsart, vo' ch'ella intenda
quanto a premiarti immaginò, decise
la grata Elisabetta.

LEICESTER
(Ohimè!)

ELISABETTA
(Nell'alma
gli si legga così!)

LEICESTER
La tua clemenza
chi può ignorar?

ELISABETTA
Ma luminosa pruova
oggi darti desio.

LEICESTER
(Stelle!)

ELISABETTA
Al tuo fato
Brittannia esulterà…(trema l'ingrato!)

LEICESTER
(Ah!)

ELISABETTA
(Sospira!)

LEICESTER
(Ed io potrei?…)

ELISABETTA
(Che dirà? Vacilla!)

LEICESTER
(Oh, istante!
Splende un astro a' danni miei!)

ELISABETTA
confuso! È palpitante!)

LEICESTER
(Ah! prevedo il tristo evento.
E mancar mi sento il cor!)

ELISABETTA
(Ti attendea nel gran cimento,
e ti colsi, o traditor!)

LEICESTER
Se al tuo sguardo io reo non sono,
più non resta a' miei desiri.

ELISABETTA
Ciò non basta; e maggior dono,
la mercé, che tanto brami,
da me avrai...

LEICESTER
(Che ascolto!)

ELISABETTA
Un trono.

LEICESTER
(Ah! straziarmi! oh ciel! perché?)

ELISABETTA
Sì, un trono: a mela mano:
sei mio Consorte, e re.
L'eroe nel suo sovrano
L'Anglia rispetti in te.
Ogni nemico è vano,
se regnerai con me.

LEICESTER
(Che far?... che dir?)

ELISABETTA
Perplesso,
tu volgi altrove i rai?

LEICESTER
Regina' .... oh Dio! non sai...

ELISABETTA
Ti agiti? Tremi? Perché?

LEICESTER
Ravvisa in me un ingrato,
di tanto dono indegno...
son reo, ma sventurato...
mi fulmini il tuo sdegno!
Sappilo alfin... Consorte
di Amelia io son... La morte
punisca il fallo mio... Ma l'infelice vittima
serbi la tua pietà.

ELISABETTA
Empio! il dicesti! Al varco
io ti sorpresi alfine!
Sotto le tue rovine
Amelia ancor cadrà!

LEICESTER
Mi ascolta! ....

ELISABETTA
Il priego è vano!
Da me t'invola, olà!

LEICESTER
(Tutto è svanito! Qual colpo è questo!
Ah! mi hai tradito oh amor funesto!
Dov'è quel ciglio, che al mio tormento
amare lagrime non sa versar?)

ELISABETTA
(Io son tradita! Qual colpo è questo!
Ah! mi hai punita oh amor funesto!
Dov'è quel core, che in tal momento è
non fia sensibile al mio penar?)

Escono per vie opposte.

Stanze remote nell'antico castello.




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