|
Sala, con tavolini, sedie, cembalo, vari strumenti musicali.
DARLEMONT
Ah! ah! soliti rapporti!
(leggendo dei fogli)
Ma che razza di dottori!
Non vorrebbero che morti,
tutti pazzi dal furore;
l'un consiglia bastonate,
l'altra piglia legature,
e le menti traviate
così credono sanar.
Vi vuol altro che catene!
vi vuol altro che bastoni!
FRANK
(portando una lettera)
A voi signore.
Questo foglio...
DARLEMONT
D'onde viene?
FRANK
Un vecchietto n'è il latore.
DARLEMONT
(legge)
"Raccomando la pupilla
d'un amico doganiere;
il cui senno che vacilla
sol per te può riacquistar;
la raccomanda il tuo Claudio".
(a Frank)
Fa' che passi
colla giovane il tutore.
FRANK
Sì signore vi ho capito.
(esce)
DARLEMONT
Quasiché non mi prestassi
ad ognuno di vero core,
sempre arriva alcun munito
e di lettere e biglietti...
FRANK
(introducendo Cristina e Venanzio)
Favoriscan, ponno
entrare.
CRISTINA
(a Darlemont)
Ella è forse le maitre des foux?
DARLEMONT
Non signora.
CRISTINA
Oh! di già me ne accorsi.
Son visage, sa gràce, son tout.
DARLEMONT
(imbarazzato)
Oh! Signor...
VENANZIO
(a Darlemont)
Signore, ell'è una...
CRISTINA
È una saggia, educata ragazza...
che quel furbo per forza vuol pazza:
ballo, suono ogni pezzo di canto,
so a memoria tragedie, commedie,
tutto il Tasso, Molière, l'Alfieri...
(a Darlemont)
State lì come un palo
senza offrirmi nemmen da seder?
DARLEMONT
Ha ragione, ha ragione, cara mia...
CRISTINA
(beffarda)
Cara mia? Così dicon tutti...
VENANZIO
È una matta, che me povero...
CRISTINA
È falso; è bugia.
Non è povero, no, un doganiere;
non è povero, al certo, un avaro;
che col pegno vi presta il denaro.
Le monete, che il vecchio papà
nel morir, lasciò tutte a moi,
le vorrebbe attrappar pour lui,
sans époux, rinserrandomi ici.
(a Darlemont)
Voi, che siete un homme de talent,
lascerete rubarvi l'argent?
DARLEMONT
Ha ragione, ha ragione.
VENANZIO
È una matta.
|