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Domenico Gilardoni
I pazzi per progetto

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  • Scena terza. Norina sola
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Scena terza. Norina sola

 

NORINA
All'udir che il mio tesor
qui dal campo ritornò,
nel mio seno acceso il cor
non si mosse, ma balzò;
e la pace che perdé,
che finora invan cercò,
con quel ben che mi rendé,
tutta amor gli ridonò.
Donne mie, perché, perché?
In segreto vel dirò:
amor è per noi il solo diletto;
un core feroce racchiude nel petto
ché il suon di sua voce non giunge a piegar.
Di teneri ardori ei scalda le vene,
dei miseri cori ei fuga le pene,
ci fa tra le lacrime la gioia spuntar.
Vorrei saper frattanto perché mai
il mio signor marito,
invece di recarsi alla sua casa
a riveder la moglie,
che dopo pochi mesi d'unione
dovette esserne priva per tre anni,
viene in un sito ove non v'han che pazzi.




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