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Domenico Gilardoni
I pazzi per progetto

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  • Scena sesta. Blinval ed Eustachio
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Scena sesta. Blinval ed Eustachio

 

BLINVAL
Mi dica dove è andato Darlemont?

EUSTACHIO
Hum!...

BLINVAL
Se qui tornerà...

EUSTACHIO
Eh!...

BLINVAL
Ma la lingua ne ha o non ne ha?
Malcreato tizzone,
or gliela scioglierò col mio bastone.

EUSTACHIO
Non s'incomodi.

BLINVAL
Oh!... capperi!
Parmi Eustachio il trombetta!

EUSTACHIO
(E vergine ti perdo, o mia cassetta.)
(per andare)

BLINVAL
Si fermi...

EUSTACHIO
Ma mi lasci!

BLINVAL
Un momento!...

EUSTACHIO
Più tardi... or di fretta.

BLINVAL
(tirandolo per l'abito)
Ma questa è inciviltà.

EUSTACHIO
L'abito, per pietà!

BLINVAL
Si volti! Ah!
Tu qui?

EUSTACHIO
Che tu? Che qui?
Mi porti più creanza!

BLINVAL
Perdon! Mi colpì
certa rassomiglianza.

EUSTACHIO
La perdoniamo, addio.
(per partire)

BLINVAL
(lo tira per un braccio)
Ma pure quella faccia!...

EUSTACHIO
Ma dico, per la faccia
vuol rompermi le braccia?

BLINVAL
Insomma, poche chiacchiere,
di qui non muova il piè.

EUSTACHIO
Insomma, in poche chiacchiere,
si può saper perché?

BLINVAL
Quel naso aperto e piatto,
quel grugno da polpetta,
quel suo color mulatto,
quell'occhio a cipolletta,
presentano il ritratto
d'un giovane trombetta,
che un giorno disertò,
e a mendicare andò;
ma se mi cade in trappola,
imprigionar lo fo.

EUSTACHIO
Se parla di ritratto
conforme e somigliante,
anch'io le do per fatto,
che il corpo, il suo sembiante,
presentano l'estratto
d'un celebre cantante,
che Napoli lasciò,
e a Londra se n'andò,
per far quella pecunia
ch'io vedo sì e no.

BLINVAL
Adunque è tutto equivoco.

EUSTACHIO
Mi creda è tutt'equivoco.

BLINVAL
Ebben, la forza! Il vero scoprirò.

EUSTACHIO
(Oh! diavolo!) La forza?
Ah no, fermatevi:
la tromba, il corno, il piffero,
a' suoi comandi è qua.
(s'inginocchia)

BLINVAL
Via t'alza.

EUSTACHIO
E posso crederlo?

BLINVAL
Finisci di tremar.

EUSTACHIO
Ma qui, signor, di grazia,
che cosa state a far?

BLINVAL
Vi son per una perfida,
per una tigre indomita,
c'ha il volto più adorabile,
ma d'una furia il cor.

EUSTACHIO
(Oh, Dio!) Ma come, o Dio, spiegatevi,
che il cielo ce ne liberi, sareste...?

BLINVAL
Son maniaco! Cioè... cioè...

EUSTACHIO
Misericordia!

BLINVAL
Io son pazzo e non son pazzo,
or ragiono, or non ragiono;
ho in modello il suo cervello
che ha cangiato e trasformato
in ricette le trombette,
onde gli uomini ammazzar.
E ad un tratto uscendo matto,
il bastone qual cannone,
darà morte alla consorte,
a quel core ingannatore,
e a te pure se in quell'ora
mi ti vieni a presentar.

EUSTACHIO
Ah! che pazzo, più che pazzo:
più che pazzo, non ragiona;
e il cervello, poverello,
se n'è andato, svaporato:
veh! che mosse, veh! che mosse!
Che accigliato, stralunar,
e il cervello, poverello,
se n'è andato, svaporato.

BLINVAL
Son maniaco! Bum, il cannone...

EUSTACHIO
Il bastone sul groppone
già mi sento e mi percuote,
e il bacchetto di Caronte;
passo il letto d'Acheronte;
sì, vo a Pluto immantinente
la mia scienza a fiorettar.
(parte)




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