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Darlemont, Blinval,
Norina. Norina si pone al cembalo ed
eseguisce un arpeggio; Blinval prende a un posta una
viola e suona.
BLINVAL
(Per non parlarmi s'è messa a suonare;
allora suonerò anch'io qualche istrumento.)
(a Norina)
Perché mi fate l'accompagnamento?
Suonate ciò che più vi aggrada e pare,
ch'io suono quel che più mi va a capriccio.
NORINA
(Veh! Com'è diventato brutto e nero:
il core gli si mostra
sul viso ma più l'amo!)
BLINVAL
(È diventata più geniale e simpatica...
Sta attento... pensa che ti tradì...
Cangiam strumento.)
NORINA
(canta e Blinval l'accompagna col contrabbasso)
Tirsi lontan da Clori
lieto vivea contento,
e Clori nel tormento
temea le notti e i dì
per quel crudele.
BLINVAL
(Crudele!)
NORINA
Acceso d'altri amori
Tirsi il suo ben tradiva,
e Clori si moriva
struggendosi così,
ma ognor fedele!
BLINVAL
(Fedele!)
Madama, e del tenente
che qui attendete, non cantate niente?
NORINA
Signore, e la pupilla
(alzandosi)
che seguitaste fin nell'ospedale
dei matti, al vostro suono
non ispira altro tema e miglior tuono?
BLINVAL
Vi dirò, l'amor mio è d'una fresca data:
la vostra fiamma è assai più inveterata,
fin da prima che aveste sposato
quel tal Eugenio Blinval.
NORINA
(Ebben, che se lo creda!)
Ah! sì, quell'adorato uffizialetto!
Oh! caro... (Un nome... Oh! diavolo!...
L'ho trovato!) Oh! mio caro Augusto Nove
Alfin ti vedrò dopo tre anni
di cruda lontananza.
BLINVAL
Se comandate, io stesso
incontro a lui n'andrò,
e qui precipitar ve lo farò.
NORINA
Grazie, grazie da voi
non voglio tanto incomodo.
BLINVAL
Oh! non fa nulla. (Io crepo!)
NORINA
Piuttosto se mandar poteste almeno.
BLINVAL
Chi mai?
NORINA
Qualche ordinanza.
BLINVAL
Sì, signora. (Ora scoppio!)
NORINA
Sentite: che gli dica, appena il vede,
che Norina l'attende a braccia aperte.
Che non dorme... non mangia...
BLINVAL
(Adesso la scanno!...)
NORINA
Ch'ella sospira per lui sol, la notte e il dì,
che pace allora avrà.
BLINVAL
Basta così!
Ehi! Sergente, appena spunta
de' Dragoni
il reggimento,
a madama già consunta
l'avvertite immantinente.
La meschina, poverina,
mancherà, tramortirà.
NORINA
Servitori, se vedete
la pupilla parigina,
al papà la condurrete
ch'ei la brama a sé vicina,
ché per caso se un'altr'ora
a vederla indugia ancora,
il meschino, poverino,
piangerà, singhiozzerà.
BLINVAL
Ma se mai questa madama non è pazza,
le dirai che il consorte
quando ancor giurava fé
il credé vero.
NORINA
Come me, parla?
BLINVAL
Le dirai, se non è pazza,
che ignoravo che un tenente dei Dragoni
ella amava pria di me.
NORINA
(Lei l'ha con me?)
Ah, ah, ah, poverino,
la pupilla conducete,
ei la brama a sé vicino,
il papà vuol la pupilla
il papà, poverino, piangerà, singhiozzerà.
Io, sor ciarlone, non fo all'amore,
non fo l'Adone, il rubacore:
non dico a quella: sei la mia stella,
a questa t'amo, te sola bramo,
non vo spacciando, né cicalando:
mia moglie è vecchia, presto morrà.
BLINVAL
Olà! accorrete, la pazza è in furia:
medici, pillole, per carità!
Io, mia civetta, non fo il corriere,
non la staffetta: l'avventuriere
non vo aspettando, non vo incontrando
i reggimenti, ed i tenenti,
né per le poste, a rompicoste,
lascio la casa, la mia città.
NORINA
Olà! accorrete, il pazzo è in furia:
presto, legatelo, per carità!
BLINVAL
Infelice, chi mai sei! Ti compiango, fai pietà!
NORINA
Sventurato, ti perdei,
e nel meglio dell'età!
BLINVAL
Qui, qui c'era!
NORINA
Che?
BLINVAL
Il cervello.
NORINA
E poi?
BLINVAL
Tutto svaporò!
NORINA
Non è ver, ne ho un tantinello,
e provartelo saprò.
Domani a casa torno, sistema cangierò:
mattina, notte e giorno in festa ognor sarò.
Avrò compagno al ballo un qualche maresciallo,
al gioco un generale, al pranzo un uffiziale.
A spasso un bel tenente, a cena un buon sergente,
e sino un tamburino avrò per mio lacchè.
Cervello, colonnello, ce n'è o non ce n'è?
BLINVAL
Adesso monto in sella, l'Italia girerò,
ed ogni antica bella a riveder andrò:
a Roma una contessa che fa per me l'ossessa,
a Genova una attrice a Parma una pittrice,
a Lodi una modista a Napoli un'artista;
e fino una servetta chiamata Maramè.
Partono ambedue.
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