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Andrea Leone Tottola
Imelda de' Lambertazzi

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  • ATTO PRIMO
    • Scena ottava. Bonifacio e detti
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Scena ottava. Bonifacio e detti

 

UBALDO
Che miro!

ORLANDO e LAMBERTO
Gieremei!

CORO
Che!

BONIFACIO
Qual sorpresa!
Vengo a voi, non di armi cinto,
spoglio il cor dell'odio antico;
sol me guida un genio amico
aure liete a respirar.

ORLANDO
(Egli stesso!)

LAMBERTO
(Che ardimento!)

CORO
(Tant'audacia!)

UBALDO
(Il credo appena!)

LAMBERTO
(Sollevar le chiome io sento!
L'ira in sen chi può frenar?)

BONIFACIO
(Come l'alma in tal momento
mi sta in petto a palpitar!)

ORLANDO
(Pace! figlio! in tal momento
chi di voi potrò serbar?)

UBALDO e CORO
(Tace Orlando! Oh! com'è lento
quell'audace a fulminar!)

ORLANDO
L'incarco esponi.

BONIFACIO
Echeggi
grido di pace; è questo
il comun voto: ah! pari
risponda il vostro!

LAMBERTO
(Io fremo!)

ORLANDO
Ed a qual prezzo?

BONIFACIO
Ascolta.
Ritorni alle sue mura
la mia famiglia: onori,
agi rapiti, tutto
a lui si renda; e dome
le ultrici furie ostili,
di bella pace al nome
ogni alma esulterà.

LAMBERTO, UBALDO e CORO
(Oh ardir, ch'egual non ha!)

LAMBERTO
(Lo soffre il padre!)

ORLANDO
E quale
pegno di stabil pace
da un labbro ognor mendace
potrà sperarsi?

BONIFACIO
Imelda
a me fia sposa, e allora...

ORLANDO
(alzandosi)
Imelda!

CORO
Oh, insidia!

LAMBERTO
E ancora
puoi leggi a noi dettar?
Imelda! Tu! Crudele!
Fu il padre tuo, ch'estinse
di lei la genitrice...
Il suo pugnal si tinse
nel sangue del germano...
Fu la sua man, che strinse
di Orlando i ceppi... Ah! eterno
fia l'odio in noi!... L'inferno
divida i nostri cori! Di strage, e
non di amori or si oda favellar!

UBALDO e CORO
Di stragi, e non d'amori
or si oda favellar.

BONIFACIO
E dunque?

CORO
Guerra!

ORLANDO
Ascolta
quel grido, e trema!

LAMBERTO
Vanne!
Ritorna a' tuoi seguaci...
si dia di guerra il segno...
E Gieremei lo sdegno,
che or di celare ha cura,
si accinga ad appagar.

BONIFACIO
Voi, mostri di natura!
Tanto sapreste osar!

CORO
Va'! mostro di natura!
Ma il ciel sa fulminar!




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