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LAMBERTO
Segui i miei passi.
IMELDA
E torvo il guardo intorno
a ché volgi, Lamberto? a ché mi traggi
sospettoso, e guardingo?
LAMBERTO
A render calmo,
o straziato all'estremo
l'agitato mio spirto.
IMELDA
Ah! ne minaccia
forse nuova sciagura?
LAMBERTO
È lunge il padre:
alta cagion mi spinge
a favellarti, Imelda. Al ver si schiuda
il tuo labbro. Lo impongo! Assai tremenda
fia la tua sorte se mentisci.
IMELDA
Il sai:
menzogna abborro; e che? La tua germana
sì mal ravvisi, ingiusto! E la confondi
colle anime più vili?
LAMBERTO
Ebben rispondi.
Gieremei...
IMELDA
(Qual nome!)
LAMBERTO
Aspira
già il sapesti… alla tua mano…
Di'... tu l'ami?
IMELDA
(Ohimè!)
LAMBERTO
(Sospira!
Essa è rea!) Mal tenti, e invano,
di celarmi il tuo pallor!
IMELDA
Come amarlo!
LAMBERTO
Il ver!
IMELDA
Lontano...
e proscritto... il vidi appena
là nell'atrio...
LAMBERTO
Imelda!
IMELDA
(Oh pena!)
Al paterno fato estremo
tace in seno ogni altro amor.
LAMBERTO
No... di te... d'Imelda io temo...
Temo il debole suo cor!
Di Bonifacio il padre...
Sovvienti di quel dì!
Dal grembo della madre
fanciulli ne rapì...
La genitrice istessa
chiuse in prigione orrenda,
ove da fame oppressa
la misera perì...
Dimmi... obliar tu puoi,
che su la fredda spoglia
l'autor de' giorni tuoi
vendetta domandò?
E allor, vendetta o morte
il labbro tuo giurò!
IMELDA
Cessa... Lamberto! Ah! cessa
di rammentar quel dì...
in cui da fame oppressa
la madre mia perì!
Sculta in pensier mi è sempre
quell'atra, oscura volta
ove mirai sepolta
chi vita a me donò!
Ove sul corpo inulto
fra 'l pianto, e fra 'l singulto
all'empio un odio eterno
il labbro mio giurò.
Ma dal tuo ferro esangue
cadde il minor germano...
E di un nemico il sangue
il giuro cancellò.
LAMBERTO
Ah! questo dir ti accusa!
Di amor sei preda!...
IMELDA
Ah! no...
LAMBERTO
Se così fosse... (All'arte!)
compiangerti dovrei...
orba di sposo... sappilo...
Trafitto è Gieremei
da questa mano...
IMELDA
Ah! barbaro!
Saziati! Alfin sei pago...
Io... sì… l'amava... in seno
la sua leggiadra immago
dagli anni miei più teneri
funesto amor scolpì...
LAMBERTO
Ti colsi al laccio, o perfida!
Egli ancor vive...
IMELDA
Oh sorte!
LAMBERTO
Tu stessa la sua morte
hai pronunziata!
IMELDA
Ah! fermati!
Di me... di lui... pietà!
LAMBERTO
Tu l'hai spenta nel mio petto:
e sarò contento allora,
che il velen, che mi divora,
nel suo sangue appagherò.
Trema, o donna! Un tristo affetto
a morir lo condannò!
IMELDA
Ah! se incauto il labbro mio
or ti espone a rio periglio...
Se morrai, bell'idol mio!
io seguirti ancor saprò!
Là ne' regni dell'oblio
adorarti almen potrò!
Partono.
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