Scena seconda. Orlando ed Ubaldo;
indi Lamberto
ORLANDO
Mi narri il ver?
UBALDO
Mentir non soglio.
ORLANDO
Imelda
affetto alberga in sen pel suo nemico?
Io raccapriccio!
UBALDO
Al campo
pria di tornar si avvenne in Ugo... È questi
a noi troppo fedel, ma Gieremei
seguace il credde, e suo leale amico.
ORLANDO
Ebben!
UBALDO
La fiamma, onde arde,
e che del pari Imelda accende...
ORLANDO
Ah, perfida!
UBALDO
Gli fe' palese. Al suo martir
commosso
Ugo s'infinse.
ORLANDO
E allor?
UBALDO
L'incauto amante
gli porse un foglio, onde ad Imelda...
ORLANDO
Intendo..
Ed Ugo?
UBALDO
Abborre il tradimento, e cauto
tutto affidommi...
ORLANDO
E il foglio!
UBALDO
Eccolo; leggi.
(gli dà un foglio)
ORLANDO
Padre infelice! E a tanto duol tu reggi!
LAMBERTO
Io vengo a te...
ORLANDO
Giungi opportuno... ascolta,
e ne frema il tuo cor...
LAMBERTO
Quai cifre?
ORLANDO
Imelda
di Gieremei... lo crederesti? è
amante.
LAMBERTO
Ah! troppo il so!
UBALDO
L'indegno
osa scriverle ancor...
LAMBERTO
Che ascolto! ah! porgi!
(prende il foglio da Orlando, e lo legge)
Imelda, il nostro fato è omai deciso:
siam divisi, e per sempre! Almen
concedi
al mio dolor di rivederti ancora,
e per l'ultima volta. Appena è notte,
pel sentiero a te noto
verrò nel parco. Se mancar potrai,
spoglia esangue all'albor mi troverai."
Anima rea!
ORLANDO
Ingrata figlia!
LAMBERTO
Ubaldo,
questo foglio si rechi all'empia Imelda;
ma, pena la tua vita, che l'arcano
è a noi palese a lei si taccia.
UBALDO
Io vado.
Parte.
ORLANDO
Ma dimmi... e qual disegno?
LAMBERTO
Padre, non paventar: fia di me degno?
Partono.
Bosco. Campo de' seguaci di Gieremei.
Comincia la notte.
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