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Pio XII
Invicti athletae Christi

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TESTO1

 

Introduzione

 

1. Desideriamo che tutti coloro che sulla terra si gloriano del nome di cattolici onorino devotamente il martirio e la santità della vita dell'invitto campione di Cristo Andrea Bobola; in primo luogo i figli della carissima Polonia, cui lo stesso è gloria e modello eccelso di cristiana fortezza.

2. Non vogliamo pertanto lasciar passare questo fausto anniversario, scritto con auree lettere negli annali della chiesa, senza cogliere qualche cosa della sua vita e della sua virtù; e, con questa lettera enciclica, a voi, venerabili fratelli, e ai greggi affidati alle vostre cure, a ciascuno secondo il proprio ufficio e la propria condizione, proponiamo d'imitarlo.

3. Ciò che soprattutto si vede risplendere nella vita di Andrea Bobola è la fede cattolica, il cui vigore, alimentato dalla grazia divina, col passare degli anni crebbe così tanto da divenirne la caratteristica specifica e da infondergli tanto coraggio fino al martirio.

4. Il detto dell'apostolo: «Ora il mio giusto vive di fede» (Eb 10,38), rifulge in lui di luce singolare. Infatti, egli abbracciava con mente fermissima e si sforzava di mettere in pratica con volenteroso animo tutto guanto la chiesa cattolica insegna che si deve credere o fare. Per questo fin dalla prima giovinezza si impegnò a frenare, reprimere e contenere tutte le passioni disordinate, che dopo la misera caduta di Adamo turbano la nostra natura e facilmente attraggono verso le cose proibite; come pure a adornare con ogni sforzo e con ogni mezzo l'animo suo delle cristiane virtù.

 




1 PIUS PP. XII, Litt. enc. Invicti athletae Christi saeculo exacto tertio a glorioso S. Andreae Bobolae martyrio, [Ad venerabiles Fratres Patriarchas, Primates, Archiepiscopos, Episcopos aliosque locorum Ordinarios, pacem et communionem cum Apostolica Sede habentes], 16 maii 1957: AAS 49(1957), pp. 321-331.

Occasione dell'enciclica: il terzo centenario della morte del martire polacco sant'Andrea Bobola modello di fede cattolica e di cristiana fortezza. - I. Note bio grafiche: Nato nel 1591, entrò a 19 anni nella Compagnia di Gesù; assegnato, dopo il sacerdozio, a lavorare fra i dissidenti della sua patria, si prodigò in ogni modo per riportarli all'ovile di Cristo, finché l'invasione dei cosacchi scatenò una terribile persecuzione contro i cattolici; il Bobola ne fu la più illustre vittima e si freme d'orrore ripensando a tutti i tormenti inflittigli. - II. Esortazione ad imitarne gli esempi: la purezza della fede e la fortezza nel difenderla, oggi che essa è combattuta in molti luoghi; particolari incitamenti ai polacchi: agire con energia, prudenza e sapienza, rendendosi degni dei loro santi e pregandoli, insieme con Maria, regina della Polonia, per ottenerne l'aiuto a coloro che sono esposti ai più gravi cimenti e impediti dalle più aspre difficoltà.






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