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16. Come già dall'età apostolica, quando i cristiani in qualche luogo subivano
particolari persecuzioni, tutti gli altri, stretti da vincoli di carità,
innalzavano suppliche e preghiere a Dio, padre delle misericordie, con unanime
fraterno consenso, perché infondesse loro forza e facesse
quanto prima risplendere tempi migliori per la chiesa; così al presente, o
venerabili fratelli, desideriamo che a tutti coloro i quali nelle regioni
dell'Europa e dell'Asia orientale così a lungo sono provati da una condizione
di cose a loro avversa e penosa, non vengano a mancare gli aiuti e i conforti
divini, implorati dai fratelli.
17. E poiché molto confidiamo nell'interposto
patrocinio della vergine Maria, esprimiamo ardenti
voti, perché in ogni regione della terra i cattolici, durante la novena che
suole precedere la festa dell'augusta Madre di Dio assunta al cielo, innalzino
pubbliche preghiere, in modo particolare per la chiesa che, come si è detto, in
talune contrade è vessata e afflitta.
18. Noi nutriamo speranza che la vergine Madre,
durante l'anno santo 1950, non senza divino volere, da Noi proclamata Assunta
al cielo con l'anima e col corpo;6 essa, che è stata da Noi
solennemente dichiarata Regina del cielo, e come tale da venerarsi da
tutti;7 essa infine, alla quale, nel compiersi di un secolo, da quando
apparve nella Grotta di Lourdes, benigna largitrice
di doni, a una innocente fanciulla, abbiamo invitato le moltitudini dei pellegrini,
perché potessero fruire delle sue materne grazie;8 essa, non dubitiamo,
in nessun modo vorrà allontanare e respingere questi Nostri voti, e le
universali preghiere dei cattolici.
19. Adoperatevi, dunque, venerabili fratelli, perché con la vostra esortazione
e col vostro esempio, i fedeli a voi affidati, quanto più è possibile numerosi
e supplici accorrano nei giorni stabiliti agli altari
della Madre di Dio, la quale «a tutto il genere umano è fatta causa di
salvezza»;9 e con una sola voce e con un sol cuore implorino che alfine
dappertutto sia resa la libertà alla chiesa; quella libertà che ad essa serve
non soltanto per ottenere l'eterna salvezza degli uomini, ma anche per
confermare le giuste leggi col dovere di coscienza, e per consolidare i
fondamenti della società civile. Implorino in modo speciale dal materno
patrocinio che i sacri pastori tenuti lontano dal loro gregge o che sono
impediti di esercitare liberamente il loro ministero, quanto prima possano
essere restituiti, com'è doveroso, al loro pristino stato; che i fedeli turbati
da insidie, errori e dissidi, nella piena luce della
verità raggiungano completa concordia e carità; che quanti sono nell'incertezza
del dubbio e deboli siano rinvigoriti dalla divina grazia di modo che siano
pronti e disposti a tutto soffrire piuttosto che staccarsi dalla fede cristiana
e dell'unità cattolica. Possano le singole diocesi - è questo l'oggetto dei
Nostri ardenti desideri - avere il proprio legittimo pastore; possano diffondere
la legge cristiana liberamente in tutte le contrade e in tutte le classi
cittadine; possano i giovani nelle scuole primarie e superiori, nelle officine
e sui campi, non essere irretiti nelle ideologie del materialismo, ateismo,
edonismo, che debilitano il volo della mente, e
tolgono il vigore alle virtù, ma illuminati invece dalla luce della Sapienza
evangelica, che li sproni, sollevi e diriga verso tutto ciò che è ottimo. Dappertutto si aprano le vie alla verità; nessuno vi opponga
ostacoli; tutti comprendano che nulla può resistere a lungo alla verità, e che
nulla può durevolmente opporsi alla carità.
20. Possano finalmente quanto prima i missionari ritornare tra quelle genti,
che hanno guadagnato a Cristo con lo zelo apostolico e con le sudate fatiche, e
che ardentemente desiderano far progredire nella civiltà cristiana anche a
costo di travagli, sacrifici e dolori.
21. Tutto ciò implorino i fedeli dalla divina Madre;
né omettano di chiedere perdono per gli stessi persecutori della religione
cristiana secondando l'impulso di quella carità, per la quale l'apostolo delle
genti non dubitò di asserire: «Benedite coloro che vi perseguitano» (Rm 12,14); né desistano di
invocare loro le grazie e i lumi celesti, che possano insieme dissipare le
tenebre e mettere nel retto ordine le coscienze.
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