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CORO
Piangendo va l'aurora
quel fiore, che sparì;
regina, tu così
piangesti il figlio.
Rischiari alfin quel ciglio
sorriso animator;
non piange sempre i fior
la bella aurora.
SANCIA
Come è avverso il destino al mio contento!
ELVIRA
Ciò, che il dolor fe' lento
affretterà l'amor: oggi, rammenta,
te promettesti a Ircano.
SANCIA
Ah! si...
ELVIRA
Non serba
sugli affetti di Sancia ei più l'impero?
SANCIA
Elvira!
ELVIRA
Non è ver?
SANCIA
Ah! Taci... È vero.
Io talor più nol rammento,
vinta, e oppressa dalla pena;
ma regnar più in me lo sento,
se il suo nome ascolto appena:
a lui solo die' l'amor
tanto impero sul mio cor.
Se contro lui mi parlano
il ciel, la terra, il regno,
io quasi allora ho sdegno
ch'egli mi sia fedel.
Ma s'ei mi parla, all'anima
non va sua voce invano,
per me diventa Ircano
e regno e terra e ciel.
CORO
D'amore un'aura in viso
ti voli, e copra il sen.
Più lieta il bel sorriso
rivolgi al nuovo Imen.
ELVIRA
Sancia, deh! alfin sorridi
alla face d'Imen; l'Imen decidi.
SANCIA
Son dieci lune scorse
dacché avverso destin mi tolse il figlio,
quante lacrime io sparsi non ignori.
Ah! ch'io credeva omai,
che amor potesse compensarmi il duolo.
Oggi l'amato prence esser dovea
il mio sposo; ma i Grandi
chieggono, Elvira, a me, ch'io non m'affretti
a questo passo ancora... Io lo sospesi.
ELVIRA
Tu dunque Ircan non ami?
SANCIA
Io?... Non amarlo? Ah! sappi... alla possanza
di quest'amor potria lo stesso cielo
opporre solo il mio morir.
ELVIRA e CORO
A noi...
Rodrigo vien.
SANCIA
Egli non men di voi
veder me lieta brama.
Ma I'Imen non approva.
ELVIRA
Ebben, non ama.
SANCIA
Seco or qui mi lasciate.
ELVIRA
Ti sia propizio il ciel.
SANCIA
Amiche, andate.
Elvira parte col Coro.
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