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Pietro Salatino
Sancia di Castiglia

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quarta. Rodrigo e Sancia
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Scena quarta. Rodrigo e Sancia

 

RODRIGO
Ecco, che a te degg'io
alfine domandar: tu sei regina,
o schiava qui? Poc'anzi
de' fidi al consigliar non t'arrendevi?
Tu l'Imene sospeso non volevi?

SANCIA
Sì... m'arresi...

RODRIGO
Ora debbo alla regina
espor che il moro, oggi, la vuol sua sposa...
Sangue e morte minaccia...

SANCIA
Ebben... m'avrà... non voglio che la pace
si vegga al regno mio per me turbata...

RODRIGO
Io chiedo a te...

SANCIA
Tu chiedi
ch'io l'abborra, l'oblii? Nol posso...

RODRIGO
Sancia,
madre tu fosti, or non la sei... S'ignora
la mano che feria
l'infelice Garzia... Se a te narrava
sua morte Ircan... vedesti?... n'esultava.
Io... non so...

SANCIA
Che?

RODRIGO
Sì... gioia tal nel moro
è oltraggio al tuo dolor... E tu...

SANCIA
L'adoro.
Comprendo... il so, ma in petto
non cangia tempra il cor:
gli error d'un caro oggetto
non vede mai l'amor.

RODRIGO
L'adori?... Ebben, si vegga
Ircan tuo sposo, e re:
alfin tuo regno legga
la sua sventura in te.

SANCIA
Di Sancia il cor la sorte...

RODRIGO
Al saraceno ha dato.

SANCIA
S'ei fosse a me consorte...

RODRIGO
Sempre sarebbe odiato:
forse il pugnal di morte,
fu, Sancia, un portato
del figlio tuo nel sen
da braccio saracen.

SANCIA
(Sento a quei detti orrore,
ma li contrasta amore;
e franger sue ritorte
la morte sol potrà.)

RODRIGO
La tua rovina amor
di fior spargendo va.
Ma di qual ara al piè
gli giurerai la ?
Tu sposa a un infedel?
Lo soffrirebbe il ciel?

SANCIA
Cessa, Rodrigo, ah! lasciami
in questo affetto ardente:
questo mi strugge l'anima,
questo ragion non sente,
e Sancia, no... resistergli
senza morir non può!

RODRIGO
godi... In mezzo ai palpiti
non ti verrem d'accanto;
tu non vedrai del popolo,
perché furtivo, il pianto.
Io forse un la lacrima
del tuo pentir vedrò.
Partono per vie opposte.

Sala del Consiglio.




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