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SANCIA
Ebben, regina io sono...
Decisi... e destra... e trono
ecco, ad Ircan vogl'io...
GARZIA
No... madre, il trono è mio.
SANCIA e IRCANO
(Ei !)
TUTTI
Vive!
(tutti sorpresi si alzano)
SANCIA
Ah! figlio...
IRCANO
(Ahimè!)
TUTTI
Castiglia, ecco il tuo re.
SANCIA
(ad Ircano)
(Al core terribile
è questo momento,
ché insieme risorgono
affanno, contento.
Ah! l'alma smarrita
fra palpiti geme,
e fino la speme
per sempre sparì!)
RODRIGO
(a Garzia)
Già stava ad ascendere
Ircano al tuo soglio,
gemeva il tuo popolo
all'arabo orgoglio
d'ogni altro più nero
tal giorno sorgea;
chi questo credea
del giubilo il dì?
GARZIA
(a Rodrigo)
La madre sta torbida,
oppressa, gemente;
Rodrigo, quest'anima
un dubbio risente:
me forte, severo,
lo giuro, vedrai,
se offenderla mai
quell'arabo ardì.
IRCANO
(a Sancia)
(Pel figlio... tu palpiti?...
Ei vada sul trono:
ma speme non perdere,
io teco non sono?
Se veggo fuggita
col trono tua mano,
l'ardire d'Ircano
non fugge così.)
GRANDI
Del moro si taccia
l'audace minaccia:
l'affanno finì...
del giubilo è il dì.
GARZIA
Madre...
SANCIA
Ah! figlio, te credea spento.
GRANDI
Narra ai fidi tuoi
come il ciel ti rese a noi.
TUTTI
Perché morte imaginò
fama infida, e a noi parlò?
GARZIA
Mal trafitto, caddi in fiume,
e dall'onde assorto io venni.
I miei dì protesse il nume;
tra nemici mi rinvenni:
nome, e patria tacqui allor,
né fuggir potei finor.
GRANDI
Oh! contento! Oh! lieto
giorno!
IRCANO
(Brando vil, così ferivi?)
GARZIA
Ma... tu, madre, mentre io torno
di tua gioia a ché mi privi?
SANCIA
No...
GARZIA
(ai Grandi)
No, fidi, dite a me, trista è Sancia...
SANCIA
(Oh Dio!)
GARZIA
Perché?
GRANDI
Quell'Ircan, ch'è a te presente,
nel feroce suo pensier...
SANCIA
Ah! tacete...
IRCANO
(O cor, ti frena.)
SANCIA
Odi... Ah! no... Garzia...
GARZIA
Clemente
scusi Ircan, ti rasserena.
GRANDI e RODRIGO
Ei ci lasci...
IRCANO
Stolti!
GARZIA
Altier!
IRCANO
Io...
GARZIA
Tu aduna i Mori tuoi;
va... Non dée la nuova aurora
te in Toledo
ritrovar.
IRCANO
(Mio furor, resisti ancora?)
SANCIA
(Come in vita più restar!)
IRCANO
(Io ritorno sugli arabi lidi;
ma vendetta domanda, l'oltraggio.
Tu rammenta, che brando e coraggio
hanno i Mori e Castiglia lo sa.)
GARZIA e RODRIGO
Va', ritorna sugli arabi lidi,
moro audace, là reca l'oltraggio;
là rammenta, che abbiamo coraggio,
che Castiglia tremare non sa.
SANCIA
(Torna Ircano sugli arabi lidi...
Freme il figlio, non soffre l'oltraggio...
Nel mio petto vien meno il coraggio!
Ah! più vivere Sancia non sa!)
DONNE
(Nel suo petto vien meno il coraggio!
Ah! più vivere Sancia non sa!)
GARZIA
Giunsi, o nobili, in tempo non vano.
RODRIGO
Ti coroni Castiglia sovrano.
GRANDI
Va, ritorna sugli arabi lidi,
moro audace, là reca l'oltraggio;
là rammenta, che abbiamo coraggio,
che Castiglia tremare non sa.
Tutti si ritirano.
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