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SANCIA
Egli è tutto per me; non altri fia,
che in questi atroci istanti
d'avere un loco nel mio cor si vanti...
Il figlio!.. Ei ci divide...
Ei m'uccide... S'io movo
sul suo volto lo sguardo, a me l'aspetto
del padre suo rammenta,
dell'infido
fero consorte, per cui trista ognora
nel suo dispregio egra la vita io trassi.
Ah! d'aborrito genitor crudele figlio crudel...
GARZIA
Madre, ch'io provi alfine
de' tuoi più lieti amplessi il bel momento.
Del popolo il contento
non mi rende felice, se non veggo,
che il tuo risplenda ancora.
Prima che cada un'ora
udrà Castiglia il giuro mio; verrai,
fia dato al tuo cospetto, alfin vedrai
tuo figlio re, né ti starà d'innanti,
né più in Toledo l'orgoglioso Ircano;
mio nuovo cenno gliel'impose; al ciglio
il bel seren ti vegga alfin tuo figlio.
Ma che?.. Madre... che fia?
Mesta ancor? Taci?
SANCIA
Avvi un tacer, Garzia,
che molto esprime e che non può... se il labbro
tua madre schiuderà, che i sensi esprima
veri del cor... ah! figlio mio, tu stesso
di duol compreso piangeresti, oh! Dio!
GARZIA
Tua pena non vogl'io.
Quanto per te farei!...
SANCIA
Facesti assai.
GARZIA
Ah! tu m'opprimi!
SANCIA
Tu, crudel, mi hai resa
oppressa, disperata; mi trafiggi...
m'uccidi, e poi... lassa! Che dico!... Ah! sappi
quanto misera io son!... Perdona, il core
a turbar non ti venga oggi il lamento.
Lascia ch'io rechi altrove il mio tormento.
(parte)
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