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Pietro Salatino
Sancia di Castiglia

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  • ATTO SECONDO
    • Scena quinta. Garzia, Rodrigo e guardie, indi Grandi
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Scena quinta. Garzia, Rodrigo e guardie, indi Grandi

 

GARZIA
Olà...
(si avanza un guerriero)
si trovi Ircano:
resti in Toledo ancor; al mio cospetto
il chiamerò fra poco. Va'...
(il guerriero parte)

RODRIGO
Che pensi, signore?
E fia ver che Toledo
ti vegga re mentre fra noi quel fiero
saraceno sta ancor? Dunque...

GARZIA
Fia vero,
che Toledo, o Rodrigo,
mi vegga re mentr'è dolente Sancia?

RODRIGO
E che? Vorrai...

GARZIA
Sì... voglio
un termine trovar pel suo cordoglio.
Troppo omai nel cor mi preme
il pensier che Sancia geme.
Troppo il duol che la tormenta,
ch'io son figlio a me rammenta.
Non porrò sul trono il piede
mentre quella è nel dolor.

RODRIGO
Altri sensi oggi richiede
il tuo regno dal tuo cor.

GRANDI
Te, signore, ai fidi tuoi
mostra, e ascendi Omai sul trono.
Là de' nostri evviva al suono,
fatto rege, ti rammenta, che
del popolo diventa
il sostegno, il padre un re.

GARZIA
Sì verrò... Vedrete voi
il sostegno, il padre in me.
Al suon de' grati evviva
l'idea del vostro affetto
mi rende quasi al petto
la pace, che non ha.
Se penso poi ch'è priva
la madre mia di calma,
si turba allor quest'alma,
che più goder non sa.

RODRIGO e GRANDI
Il ciel ti renda all'alma
la calma che non ha.
(partono tutti)




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