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Tutti gli
fan luogo; guarda esso d'intorno
e s'accorge d'Ernesto.
AZZO
Che mi rechi?
ERNESTO
Lieti eventi.
AZZO
Lieti a me?
ERNESTO
Lo spero.
AZZO
E quali?
ERNESTO
Dopo lunghi e rii cimenti
Padoa è tolta a' tuoi
rivali;
e per l’arme di Ferrara,
fortunato il pro' Carrara,
vinta l'ira ghibellina,
sul suo trono alfin sedé.
AZZO
Ei mi diede Parisina:
poco è un trono a lui mercé.
ERNESTO
Nuova è questa, ond'abbia anch'essa
a gioir del tuo contento.
AZZO
(agli astanti)
Annunziate alla duchessa
l'improvviso e lieto evento.
(a parte ad Ernesto)
Per veder su quel bel viso
il balen d'un sol sorriso,
non che Italia, aver vorrei
terra e cielo, e darli a lei:
rapirei del sole i rai
per donarle il suo splendor.
Non sa il mondo e tu non sai
qual m'accende e quanto amor!
ERNESTO
Lieta al par de' tuoi desiri
la farà si gran ventura.
AZZO
(forte)
Ne ho fidanza. Tutto spiri
gioia e pompa in queste mura.
ERNESTO e CORO
Noi primieri al ciel diam lodi
che ha compito i voti tuoi,
che il valor de' guelfi eroi
secondò col suo favor.
Spenti alfin gli sdegni e gli odi,
lieta Italia al mondo attesti,
che la pace a lei tu desti,
che a te deve e gioia e onor.
AZZO
(Dall'Eridano si stende
fino al mar la mia bandiera:
il Leon dell'Adria altiera
piega il capo al mio valor.
Solo un cor col mio contende,
sdegno e amor del par l'irrita...
io darei corona e vita
per poter domar quel cor.)
Con giostre, e con tornei
si festeggi in Ferrara il lieto evento.
Cento navigli e cento
corrano in gara del superbo fiume
ambo le rive; ed alla vinta guerra
applaudano del par fonde e la terra.
Parte il corteggio.
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