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Felice Romani
Parisina d’Este

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  • ATTO PRIMO
    • Scena settima. Ugo si toglie la visiera; Parisina lo riconosce
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Scena settima. Ugo si toglie la visiera; Parisina lo riconosce

 

UGO
Ugo son io.

PARISINA
Ciel! tu in Ferrara! E ignoto!
E furtivo! E tremante!

UGO
O Parisina!
Me ne bandisce il duca.

PARISINA
E al duca osasti
disobbedir?

UGO
Il mio ritorno ignora.
Ma girne in bando ancora
poteva io mai, senza vederti almeno
l'ultima volta? Senza udir per solo
conforto mio, che della ria sentenza
tu pietosa ti dolga, ed un sospiro
ti costi il pianto, cui dannato al mondo
sarà de' tuoi primi anni il fido amico?

PARISINA
Ah! sì, me 'n duole... e a te piangendo il dico.
Ma che ti giova udirlo? E quale speme
nutrir puoi tu? Per tuo riposo e mio
cancellar dal pensier dèssi perfino
la rimembranza dell'età fuggita.

UGO
Ah! di mia stanca vita
sostegno è dessa. Se il presente è lutto,
ténebra l'avvenir mi resti almeno
il raggio del passato..., allora non t'era
quest'orfano infelice amar conteso...
d'amor fraterno.

PARISINA
conteso è adesso.
Or va... Dal duolo oppresso
te sol non dir. V'ha chi di te più geme,
chi più di te si strugge, e sente il peso
dell'aspra vita che quaggiù trascina.
Vanne, vanne, te 'n prego...

UGO
O Parisina!
Un solo momento ancora,
un sol momento! Ah! se tu pure in terra
orfana fossi, o di men nobil sangue
venuta al , forse mi avresti amato
d'amor più che fraterno...

PARISINA
Oh! che mai dici?...
Che pensi tu?

UGO
Sì, tu m'avresti amato
come io t'amai, come tuttora io t'amo
oltre ogni dir, celeste oggetto e santo.

PARISINA
Cessa...

UGO
Ah! dillo.

PARISINA
Deh! cessa... (Oh, accenti!... oh, incanto!)

UGO
Dillo... io te 'l chieggo in merito
della mia lunga guerra;
dillo, e beato rendimi
solo una volta in terra.
Mi seguirà dovunque
il suon di questi accenti,
l'intenderò nei venti,
nell'onde ancor l'udrò.

PARISINA
Ah! tu mi chiedi, o barbaro,
trista e fatal parola...
non dée, non dée strapparmela
fuor che la morte sola.
Rendimi prima, ah, rendimi
di nostra infanzia i giorni;
fa che innocente io torni,
e, t'amo, allor dirò.

UGO
È vero, è ver... non dirmelo...
sarei più sventurato.

PARISINA
Addio: sfidiamo intrepidi
ambo il rigor del fato.

UGO
Addio... Ma, deh! concedimi
una memoria almeno.

PARISINA
Una memoria!... prendila:
il pianto mio ti do.
(gli porge il fazzoletto)

PARISINA e UGO
Quando più grave e orribile
fia di tua/mia vita il peso,
quando de' mali al culmine
esser ti/mi sembri acceso,
pensando che di lagrime
bagnato è questo vel,
ah, non dirai/dirò che barbaro
È con te solo il ciel.




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